Rubrica #VangeloDomenicale: Festa del Battesimo del Signore, anno B. La strabiliante grandezza della chiamata del cristiano.

Roma, 7 Gennaio 2018

Ognuno di noi racchiude un dono grande, anzi grandissimo. Ognuno di noi, se riconosce di essere amato da Dio, ha una forza di bene immensa e fruttuosissima.  

Oggi celebriamo la festa del Battesimo di Gesù, alla Domenica dopo l’Epifania, e possiamo renderci conto di un bel po’ di cose…

Il Figlio di Dio, Gesù, è l’Amato e, anche e quindi, chiamato ad una missione salvifica. 

In Lui il Padre si compiace, Lo manda per le vie polverose della Galilea ad annunziare la misericordia, manifesta la di Lui identità. 

E il nostro Battesimo? 

Esso racchiude due parole di Dio per noi: amore e chiamata.

Siamo destinatari di un progetto di amore, che si fa chiamata alla concretezza pratica dello stesso.

Nel Battesimo la Pasqua si fa esperibile in noi: un Battezzato è associato alla salvezza di Cristo, alla sua vittoria sulla morte, al suo amore, alla sua misericordia. 

Un Cristiano, che riconosce l’alto valore del suo Battesimo, ha una forza di bene straordinaria. Riconosce la bellezza della vita, la bellezza dell’essere creatura amata, la bellezza del dono del mondo e degli altri. Tutto si trasfigura in una gioia di vivere esuberante… È  la vita Pasquale di Cristo: apporta ciò alle nostre esistenze il Battesimo! 

Tutto ci viene da Dio nostro Signore, che in Cristo ci ha riconciliati, direbbe San Paolo con similari parole… e come contraddirlo?  

Con la sua azione missionaria e, soprattutto, con la sua obbedienza fino alla morte, il Cristo ci ha dato la vita. Egli comincia la sua attività, corroborato dalle parole del Padre e dal Santo Spirito. 

Apriamoci al tesoro del nostro proprio Battesimo: lo Spirito Santo è sempre pronto a renderlo forza straripante e benefica.

Buona Festa a tutti!  

P.s.: Ricordate la data del vostro Battesimo?  Dalla risposta a questa domanda terminerete voi l’articolo, nei vostri cuori.

A presto.  

Luca Sc. 

Rubrica #VangeloDelleSolennità: Epifania del Signore. La stella e il sogno…

Roma, 5 gennaio 2017

I Magi si affidano ad una stella e cambiano rotta avvertiti da un sogno. Adorano un bambino e chiedono ad Erode, al cospetto della sua corte, dove Egli si possa esattamente trovare… Non vi sembra che agiscano ingenuamente? Come è possibile? Insomma: sono scienziati…

Beh, mi spiace contraddirvi: hanno una marcia in più; i tre pellegrini ascoltano

Il verbo “ascoltare”, tanto caro al popolo Israelitico  (“sh’ma Israel” è il monito di Dt 6), è pienamente rinvenibile nel loro agire. Stanno da tempo in ascolto, dal momento che, da tempo, stanno in ricerca

L’attitudine a “ricercare” permette la volontà di “ascoltare”.

Ascoltare mette in moto l’attività della ricerca del bene “bello”. 

Un bene che fa prostrare in adorazione, un bene luminoso e rifulgente.

Con la manifestazione della gloria del Signore, con l’Epifania, si esce dall’atmosfera natalizia, per vivere ancor più interiormente, e intensamente, una vita “trasformata” dal Natale. Ascoltare l’annuncio di una Nascita, permette il ricercare le potenzialità della stessa.   

Cominciamo, dunque, con l’ascoltare i nostri desideri più grandi, più elevati…giungeremo da un piccolo Bambino a Betlemme. 

Giungeremo a casa. 

A presto. 

Buona Epifania.

Luca Sc.

Rubrica #VangeloDelleFestività: Buon Natale!!!

Roma, 25 Dicembre 2107

Natale, Natale, Natale! Chiara Luce nel Cielo!
Lasciate stare per un momento il panettone e i suoi non amati canditi e seguitemi un attimo…Addentate quello che ha più gusto: la gioia dell’ascolto della Parola di Dio.
Il Cristo, portatore del Vangelo, della Lieta Notizia, è nato: Dio ha parlato, oggi, in questa notte, in questo mattino profumato dalla greppia e dall’amore della Sacra Famiglia.
Non lasciamo le cose importanti da pensare in questo giorno, per guardare solo delle lucette al LED, bluastre e fredde.
Non sono i regali, avuti o non avuti, a cambiare la consistenza delle cose.
I pastori ci indicano il modo in cui agire oggi: glorificare Dio.
Che significa questo?
Significa sapere che la gioia e la vita hanno la loro piena sorgente in Qualcun’altro,
Significa conoscere le proprie mancanze e la propria voglia di bene per sé e per gli altri.
Significa seguire una luce che suona di festa.
Significa sentirsi popolo, Chiesa, in cammino nella luce della Resurrezione, che, con l’Incarnazione del Verbo, è preparata.
Glorificare Dio è bello: oggi non limitiamoci a guardare qualche bel cartone animato, ma accogliamo la semplicità della mangiatoia; accogliamo la grandezza di un Dio che parla nel vagito di un infante.
Maria serbava tutto nel suo cuore: che significa?
Significa ri-“conoscere” i segni di Dio nella storia. E a questo siamo chiamati tutti, nelle nostre storie particolari!
Significa sapere che, dietro ad ogni nostra vicenda, se vissuta in fedeltà a Dio, vi si trova un agire di Lui benevolente.
Maria sa a quale Amore, all’Annunciazione, ha dato fiducia.
Buon Natale del Signore!
Siate gioiosi!
A presto.
Luca Sc.