L’inalienabililità della vita

Oggi, in campo social e nei media, si pone la cogente questione farmacologica unita alla tutela della vita. Non entro nel merito, non ne parlo apertamente e so che, qualora cerchiate su internet, potrete sopire la vostra curiosità.


La situazione ha suscitato in me pensieri a monte, aprioristici (direbbero i filosofi seri).
Che senso ha la vita nella società attuale? E qui fiumi di inchiostro e cascate di elucubrazioni si son sparsi per libri ed etere.


La ‘questione vita’ si basa eminentemente sulla ‘questione essere’. Cosa pensiamo sia l’essere, noi del 2020? Cosa pensiamo sia la ragione più profonda del nostro vivere nel mondo? Dove gravitiamo?
In questo periodo storico è altamente seria la tematica…
Altamente triste talvolta.
Altamente spauracchio, per alcuni.


Oggi tutti vivono, hanno dei desideri (si spera!), ma non si interfacciano con la ragione profonda di tutto. Sembra tutto fondato sulle proprie forze; sembra tutto potere e successo… Questa non è ragion di vita. Non è ragion d’essere: l’essere è in quanto è; similmente la vita. Quest’ultima va oltre e va sentita profondamente.


Tutela della vita e vita in sé sono strettamente connesse. Comprendere la vita significa non assoggettarsi al sentire fondato sul ‘do ut des’.
La vita non è mero commercio, la vita non è mero sesso, la vita è conoscere la bellezza di vivere.
La gioia di vivere è la vita stessa, talvolta brutta e faticosa.
A chi è nato da poco e magari ha quindici anni questo bisogna dirlo!


La vita non è fare tutto quel che si ha in potere, ma accettare di esserci, di dare il proprio contributo autentico e sincero al mondo, insieme ad altri sette miliardi di persone (non individui).
Se si lotta contro la morte e quello che genera morte, bisogna dire, e scrivere, primariamente questo!


Sapete perché non si trova il bandolo della matassa quando si vuol tutelare oggi la vita?
Per un semplice motivo: la vita è una tra le poche cose, se non l’unica, delle quali non abbiamo presunzione di potere, a prescindere. Nessuno può darsi la vita. Nessuno può pagarsi il primo vagito. Il potere economico-centrico di questo secolo ha di questo paura… Ecco la ragione ultima di un pensiero vitale soffocato. E i pensatori qui devono acuminare l’ingegno: nel farsi vita.
Buona Domenica
Luca

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