SanRemo e la bellezza. Due rette parallele che non si incontrano mai.

Tutti a pensare alla tutina indecente di Achille Lauro? Sì, ma non solo. Si sta verificando a SanRemo lo scadimento del gusto del bello, il quale, seppur si dica soggettivo, nelle sue declinazioni sociali ha sempre un che di oggettivo. Sto riferendomi al decoro ed alle finalità ‘unitive’ di un popolo: lì sta la bellezza ‘oggettiva’.

Il popolo italiano che guarda SanRemo si riconosce in questa pantomima rocambolesca? Presumo di no e do opinione in merito.

A parte alcune punte poetiche, e neanche troppo, ho assistito ieri sera ad una kermesse raffazzonata. Amadeus era già a suo agio (onore al merito), ma nell’insieme sembrava una corrida rionale, con tutto il rispetto per la corrida.

Non voglio fare il bacchettone ‘dietrologo’, dal momento che mi farei antipatia da solo e contravverrei al buon Aristotele dell’incipit all’Etica Nicomachea, il quale sottolineava l’incosistenza di colui che vede nel passato l’epoca d’oro per antonomasia.

Il passato non è roseo per la civiltà italiana, ma il presente sta ben lungi dal portare una sferzata al trend attuale.

Un trend appiattito e da goliardia di bassa lega, verniciato di buoni propositi politicamente corretti.

Le canzoni? Repliche, riverniciate anch’esse, di stili e versi consolidati da troppo tempo.

Ecco cosa ho visto ieri sera. Ecco cosa penso.

A presto.

Luca

2 pensieri riguardo “SanRemo e la bellezza. Due rette parallele che non si incontrano mai.

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