6 ottobre 2019. 27ma Domenica del Tempo Ordinario: la fede umile e bastevole è come un semino di senape.

A casa ho dei piccoli granelli di senape in un piccolissimo sacchettino, veramente minuscoli.

Se soltanto si avesse fede pari a quei milligrammi e si potesse vedere in Dio la roccia (da cui la matrice ebraica del termine ‘Amen’) a cui aggrapparsi saldamente, ci si potrebbe dire felici.

Dunque, quando e come aver più fede?

In ogni circostanza ci è chiesto un atto di abbandono: quando non si ha lavoro, quando non si comprende bene la rotta, quando gli affetti più cari paiono lasciarci.

Una piccola e semplice fede per piccole e umili anime.

Quando tutto sembra non avere senso (poi ci si accorgerà puntualmente che il tutto è provvidenziale), il nostro cuore, qualora recante una piccolissima fede, troverà requie.

La fede che serve, quella del granello di senape, appare più grande ogniqualvolta noi dimentichiamo l’umiltà, quella propria della creatura.

Meno umili si è, meno la fede appare possibile al nostro cuore.

L’assioma succitato è palese, semplice, senza concetti nascosti. Più piccoli si è, più fede bastevole si ha.

La fede dell’umile, la fede del granello di senape.

Grazie per l’attenzione e Buona Domenica.

Luca Sc.

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