Il sangue dei martiri e l’annuncio cristiano nel mondo

Ho pensato un po’, meditando a dovere, prima di scrivere un articolo circa gli ultimi avvenimenti in Sri Lanka.

Ho letto di ogni, facendomi il mio personale pensiero a riguardo. Non ho constatato, peraltro, un pensiero ben strutturato sul senso del martirio e le sue implicazioni per la nostra fede quotidiana, anche a distanza di innumerevoli chilometri.

Il sangue dei martiri germina la Chiesa.

Questo è un appunto che è passato, nella mediaticità della nostra società, abbastanza, e mi limito nell’aggettivare, in sordina.

Cito pertanto un elemento imprescindibile nel mio contributo del Lunedì dell’Angelo 2019.

Cito l’Inno, celeberrimo e altrettanto antico, della Liturgia Vespertina delle ore. Inno che si rifà alle parole più veraci e eloquenti dei Padri della Chiesa dei primi secoli.

Riporto direttamente una strofa:

Testimone di Cristo,

confermò col suo sangue

l’annunzio della fede.

Inno dal Comune di un martire, Liturgia delle Ore, traduzione italiana CEI.

Confermare con il sangue sparso la fede annunciata e vissuta.

Non è secondario…

Non è da nascondere, nella compagine dei giorni nostri, quest’elemento più che importante.

Se è vero che non si annuncia ponendo in essere il proselitismo, ovvero la ‘coercizzata’ trasmissione del credere, il valore del martirio è annuncio veritiero e sofferto.

Non è indifferente ad esso chi è alla ricerca del Dio Trinitario. Questo è bene ribadirlo.

Non bisogna desiderare il martirio, né essere contenti di ciò che è accaduto nella bella e grande isola a sud dell’India: questo non è quello che vorrei dire.

Ciò che desidero trasmettere in queste poche battute è solo questo: il martirio, la testimonianza (donde il termine greco marturia), annuncia in modo non verbale, più che mille celebrazioni o piani pastorali.

Piccolo appunto. Pochi giorni addietro si è vissuta la sciagura ‘monumentale’ della perdita di 1/3 della Basilica Cattedrale di Notre Dame, di una tra le chiese più importanti della cristianità francese.

Il giorno di Pasqua le membra vive della Chiesa (la chiesa di pietre è solo il luogo ove la Chiesa si riunisce in comunione) sono state mutilate.

L’annuncio di fede non passa meramente per luoghi di fede, ma per vite di fede.

Il cordoglio per le vittime è al primo posto. Da cristiano, e in un blog cristiano, non posso non leggere anche spiritualmente quanto avvenuto.

Chiesa, perseguitata oggi più che mai (4.305 i cristiani uccisi nel mondo nel solo 2018), annunci la fede nella vita che non finisce, nella Resurrezione.

Buon Lunedì dell’Angelo, cari lettori.

Luca Sc.

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