Come è strutturata la Veglia Pasquale?

Breve vademecum per chi vi parteciperà

Stasera molti parteciperanno alla Solenne Veglia Pasquale nella notte santa, la Veglia nella notte che intercorre tra il sabato e il Giorno del Signore.

Si tratta della Veglia che attende l’alba della Domenica, della Resurrezione.

Come è articolata la madre di tutte le Vigilie?

Ecco a voi un piccolo schema, per sapere cosa vi attende questa sera. Esso è rivolto sia ai partecipanti assidui alle Celebrazioni, che a coloro che le vivono come nuove, riaffacciandosi dopo un po’ di tempo.

  • Appena arrivati troverete un braciere antistante la chiesa, che rappresenta il rinnovamento di vita, nella grazia dello Spirito Santo. Esso richiama anche alla gloria di Dio, alla luce che la simboleggia.
  • Il Celebrante, Sacerdote o Vescovo, accende il cero pasquale dal fuoco prima benedetto (quello del braciere) e, in seguito, dalla sua fiammella ogni fedele illumina la propria candela.
  • Il Celebrante si incammina verso l’interno della chiesa per primo, ripetendo per tre volte ‘Lumen Christi’ (Cristo Luce del mondo) e ascoltando per altrettante volte la risposta di tutti i fedeli: ‘Deo Gratias’ (Rendiamo grazie a Dio).
  • Tutti ora sono in chiesa, dopo esservi entrati in processione.
  • Segue l’intonazione o la lettura dell’Exultet, ovvero del Preconio Pasquale, che è il solenne annuncio della Pasqua. Si ripercorre in forma di inno e poetica la storia della salvezza e si indica il senso della Veglia.
  • Nel Preconio vi è al suo termine anche un chiaro riferimento al significato del cero:

In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce

(Riconosciamo nella colonna dell’Esodo
gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera
che l’ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada.)

Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
offerto in onore del tuo nome
per illuminare l’oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.

Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
questa stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

Cito il link del canto del Preconio Pasquale: https://youtu.be/3tK74H790dg
  • Segue la Liturgia della Parola, con la declamazione di 7 letture tratte dall’Antico Testamento e emblematiche per comprendere il senso della Storia della Salvezza, che in Cristo assume significato pieno e definitivo. Ogni lettura è corredata da un Salmo responsoriale (l’assemblea risponde alle strofe del salmo, intonando un versetto) e da una preghiera, orazione, tenuta dal celebrante.
  • Le prime due letture sono tratte dalla Genesi: una riguarda il racconto della creazione, che Cristo rinnova; l’altra tratta del sacrificio non avvenuto di Adamo.
  • Segue la lettura dal libro dell’Esodo, narrante il passaggio del Mar Rosso degli Israeliti in fuga dall’Egitto; si richiama con tale brano al Battesimo cristiano.
  • La quarta e la quinta sono tratte dal libro di Isaia e, attraverso il simbolismo dello sposalizio e dell’acqua, richiamano alla nuova ed eterna alleanza che noi credenti cristiani, in Gesù morto e Risorto, viviamo.
  • Sesta e settima sono brani rispettivamente da Baruc e Ezechiele: l’uno è un canto innalzato alla sapienza divina, l’altro un canto alla ‘Nuova alleanza’, nella quale Dio aspergerà con acqua pura e darà un cuore nuovo.
  • Segue il solenne canto del Gloria, intonato dal Celebrante.
  • Appresso la lettura dell’Epistola di San Paolo ai Romani, in cui l’Apostolo pone un parallelismo tra la morte e sepoltura di Cristo e il battesimo cristiano.
  • Subito dopo v’è il gioioso salmo alleluiatico, in cui i versetti risuonano di lode al Signore (Salmo 117). Esso prepara al Vangelo che, in questo anno liturgico C, è tratto da Luca e annuncia i fatti del mattino dopo il sabato.
  • Segue la liturgia battesimale, che, lo scrivo in sintesi, consta di litanie dei santi, benedizione del fonte (qualora vi siano battesimi) attraverso l’inserimento del cero pasquale nell’acqua (azione che simboleggia della nuova generazione in Cristo), promesse battesimali.
  • Tale liturgia battesimale, se non vi sono battezzandi, è differente e, in tal caso, consterebbe di benedizione dell’acqua per l’aspersione dei fedeli (acqua detta ‘lustrale’), rinnovo delle promesse battesimali con le candele di inizio veglia accese, aspersione.
  • Segue infine la liturgia eucaristica, ovvero la seconda parte della Messa, con relativi riti di comunione.

Spero sia stato utile il breve e sintetico vademecum. Non mi resta che augurarvi una buona Veglia Pasquale, per una vita risorta con Cristo.

Luca Sc.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...