Servire è amare. GIOVEDÌ SANTO

Quando penso al gesto della ‘Lavanda dei piedi’ di Gesù ai Dodici, vien subito alla mia mente la celeberrima frase di Don Tonino Bello: ‘l’unico abito liturgico che ricorre nei Vangeli è il grembiule’ (ad sensum).

Grembiule, sinonimo di servizio. Un’azione spontanea di amore al prossimo posta in essere quale servire.

Amare e servire. Amare è anche servire.

Non abbiamo altra misura dell’amore che quella propostaci da Gesù: mettersi il grembiule.

Non è umiliante?

Secondo la visione del mondo sì, secondo la prospettiva onnipotente di Dio, che si fa anche uomo, umiliandosi fino alla morte di Croce, no.

Siamo tutti supereroi che richiedono attenzione e plauso per il loro presunto talento.

Il talento che soggiace a tutti gli altri, che sicuramente abbiamo, è il saper servire.

Dì quanto sei disposto a perdere di te e saprai la misura del tuo dono, del tuo talento.

Non casualmente il Giovedì Santo è giorno dedicato alla dignità del Sacerdote.

Il paramento sacro ha pieno significato soltanto se prima ci si è cinti del grembiule.

Il Sacerdote, infatti, è tale in virtù della volontà di servire l’umanità che soffre e spera.

Buon Giovedì Santo, cari lettori.

Luca Sc.

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