È contro natura offendere chi crede?

Sono di qualche giorno fa le video-instagrammate di un famoso cantante mio coetaneo.

Con occhiali e volto serioso, descrive il suo disappunto sui contenuti espressi all’incontro sulla famiglia di Verona.

Già in un articolo di una settimana fa ho evidenziato, en passant, come il Segretario di Stato Vaticano Parolin avesse non avallato circa i ‘modi’ di tale manifestazione. E su questo ci siamo.

Passiamo allo step successivo. Poter esprimere la propria opinione, per un credente o non, dovrebbe essere tutelato da tutti.

Nondimeno, studiarsi una bella opinione, leggendo per bene argomentare è doveroso. Se nel dire la propria sta l’onore, nel dirla bene e ben congegnata nel pensiero sta l’onere.

Cosa voglio dire?

Stando a quanto detto dal VIP in questione i credenti cristiani non potrebbero dir nulla sulla natura dell’uomo, dal momento che avrebbero fede all’evento della Resurrezione.

Chi parla non sa che si sta contraddicendo nel suo stesso argomentare. Dire qualcosa sull’uomo oggi (antropologia contemporanea) sarebbe, seguendo il suo erroneo ragionamento, non possibile a chi crede tout court. Il credente, portando alle estreme conseguenze il suo dire, sarebbe come un folle che non ha aderenza alla realtà che lo circondi. Bene, lo vada ora a dire a quella parte di follower, suoi o prestati dalla moglie, che vive un’esperienza di fede. Non ‘credo’ la prenderebbero a modo.

Il cantante in questione passando dal piano della naturale a quello del diritto di ognuno di credere (al soprannaturale) ha messo in atto quella che in filosofia e, di rimando, in teologia si suole definire ‘fallacia metodologica’.

Un errore tecnico, sul modo di pensare e, dunque, uno sbaglio a rigor di logica.

Per intenderci, con lo stesso meccanismo si potrebbe affermare che ‘qualora non si ami la carbonara, si sia inadatti al mangiare la cicoria ripassata’. State comprendendo? Anche io.

Velocemente vado al contenuto delle affermazioni.

In esse si basa tutto sul ‘contro natura’. D’accordo, oggi non si vuol più parlare di natura, del ‘fisicamente’ oggettivo e così via. Non mi soffermo su questa deriva odierna che non condivido.

Nondimeno una ‘natura non contro’, anche a detta di chi ha parlato via social, è sempre quella che agisce per amore. Amare non è contro natura.

Quindi, si conviene almeno sul dire, che la natura dell’uomo sia amare (che, beninteso, non significa andare a letto sic et simpliciter).

Concludo.

Se non è contro natura amare allora non dovrebbe esserlo neppure offendere l’altrui pensiero, mancando così di benevolenza. Non dovrebbe esserlo neppure offendere chi crede.

Buona serata e buona conclusione di Quaresima,

cari lettori.

Luca Sc.

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