Dal riconoscere i propri errori al darsi una seconda possibilità

Adultera, V Quaresima anno C

Vangelo V Domenica di Quaresima, Anno C

7 Aprile 2019

Il Vangelo di questa quinta Domenica di Quaresima dell’Anno C mette in discussione la personale idea di noi stessi.

Spesso ci si sente forti, inarrestabili, vincenti, mondanamente ‘sul pezzo’. Quando la sovrastima va via si cade nel baratro, nell’insofferenza.

Siamo semplici creature che sbagliano, ma che, talvolta, non amano prenderne atto.

Ci vediamo unici. Lo siamo, ma in modo diverso da come potremmo immaginarlo.

Siamo unici quando ci sentiamo, essendolo, amati; non siamo veramente unici quando ci dissociamo dagli altri sentendoci migliori e impeccabili.

Nessuno può scagliare la pietra contro l’altro, senza restare vittima dello stesso giudizio sterile. Le maschere da supereroi non sono per questo pianeta. Mi spiace, è spiaciuto per molto tempo anche a me, ma non è così.

Il Vangelo dell’adultera apre gli occhi di noi discepoli sulla vera identità di Gesù: il Messia Uomo-Dio che porta a compimento la legge. Lo scrivere del Maestro di Nazareth sul lastricato del tempio di Gerusalemme si rifà al dono della legge narrata in Esodo; la sua azione simbolica richiama al Dio che scrive, incide le sue dieci Parole sulle tavole di pietra.

Egli tara in modo definitivo la Scrittura e i dettami mosaici (di Mosè), ponendoli sul piano della misericordia che ‘dimentica’ al fine di dare una seconda possibilità.

Non si tratta di far finta che la persona non abbia sbagliato, ma di creare futuro, dando la possibilità di ricominciare.

Il Cristo, infatti, dice alla donna di ‘andare e non peccare più’. Non si esime dall’aprire gli occhi alla verità personale, ma non cristallizza la vita del peccatore.

Non a caso son proprio gli anziani ad andare via per primi: coloro che non hanno più gran futuro loro dinanzi. Sanno quale sia il peso di una vita manchevole della prospettiva di rinascita.

Piccolo e ultimo appunto: le pietre, il più delle volte, ce le scagliamo da soli, non credendo nelle nuove possibilità che Dio, con giustizia buona e misericordiosa, ci offre.

La Quaresima non è soltanto presa di coscienza di chi si sia, ma anche fede nella verità della Resurrezione, della quale uno dei frutti è il perdono che traccia ‘vie nuove’.

Buona Domenica di Quaresima,

Luca Sc.

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