Accoglienza: i quadri di un artista commentati dai bambini. Puntata n* 2.

“Interferenze di luci” ed “Elevarsi per elevare”

A cura di Stefano Go.

Continuiamo la nostra rassegna delle opere dell’artista carpigiano Tamid’s, commentate dai bimbi della scuola primaria di Sorbara.

Le opere che oggi vi proponiamo sono due.

La prima, intitolata “Interferenze di luce”, ci mostra due vortici colorati, arancione e rosa, che si uniscono, mescolandosi: questo abbraccio ha delle conseguenze, infatti le scintille colorate dell’uno illuminano e contaminano l’altro e viceversa.

È così nell’arte ed è così nella vita: ci sono incontri che non ti lasciano più come eri prima e la tua natura viene segnata per sempre dalle impronte che ha lasciato su di te un abbraccio.

Accogliere l’altro è abbattere l’idolo della purezza solitaria ed isolante e sporcarsi le mani con i colori ed i profumi della vita.

Papa Francesco nella “Evangelii Gaudium” diceva: «Oggi, quando le reti e gli strumenti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi, sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio» (EG 87).

La seconda opera, “Elevarsi per elevare”, riprende gli alberi-umani che avevamo visto nel primo quadro e li colloca anche in cima ad un palazzo, quasi a dirci che noi abbiamo diritto di alzarci solo per aiutare gli altri a toccare il cielo, come un genitore che prende in braccio un figlio per fargli vedere meglio uno spettacolo che lo fa emozionare. Le finestre scure che si aprono su quell’edificio sono spazi accoglienti dentro cui può riposare chi ha bisogno di un luogo dove trovare la pace.

I bimbi, unendo le emozioni e le idee che i due quadri suggeriscono loro, scrivono:
«1. La fantasia non ha limiti.
2. Alla luce si trova la diversità, ma nella vita si spera pace e fraternità.
3. Spesso e volentieri abbiamo la testa fra le nuvole, ma abbiamo un grande dono: l’amore».

Ecco allora la ricetta dell’accoglienza, secondo le parole che hanno liberamente scritto: per accogliere l’altro c’è bisogno di “uguaglianza” e “unione”, che non cancella la “diversità”, ma contribuisce alla “felicità”.

L’accoglienza genera “vita”, anche se a volte può dare le “vertigini” per la troppa “altezza”, eppure, condendo la “speranza” con un po’ di “magia” e “fantasia”, si capisce il senso nascosto dell’“aiuto”: un “estate” colorata di “amicizia”.

Interferenze di luce

Elevarsi per elevare

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