Dal ‘sushi-gelato’ all’integrazione possibile

Dal sushi-gelato all'integrazione possibile

Pasquale Ragone, un gelataio di Mola di Bari trasferitosi a New York, ha dato il via ad una nuova mania culinaria: il gelato a forma di sushi, che impazza tra le star americane.

Ricapitoliamo, dal momento che la cosa suona interessante.

La notizia è del 19 marzo, sdoganata ad ampio raggio ieri da ‘La Repubblica’. Notizia che dovrebbe far riflettere, in Italia a chi si dice italiano.

Perché? Semplice: pensate a quanto mondo ci stia in ballo dietro a tale ingegno.

Il gelato, inventato, si pensa, in Toscana, alcuni tramandano che sia stato portato alla ribalta da Caterina De’ Medici presso la Corte di Francia. Prima integrazione: nazioni cugine e divise dalle Alpi che gustano, ugualmente, una crema dolce e fresca.

Facendo un volo pindarico, andrei ai primi anni ’80 dello scorso secolo, a Milano: il decennio della moda della cucina etnica, soprattutto orientale.

Il sushi diventa alimento comune nella metropoli economica del Bel Paese, piena anch’essa di gelaterie.

Gli occhi a mandorla ci sono più vicini e congeniali, sempre a tavola. Altro elemento di integrazione.

Arriviamo ad oggi: un pugliese che abita negli Stati Uniti d’America, adesso un po’ meno aperti al Melting Pot che li ha fatti grandi, si rifà ad una ricetta del ‘500 toscano, passando per i sapori mediterranei e usando forme e colori di sensibilità asiatiche. La storia parla sola.

In Italia ancora ci accapigliamo, maldestramente, per concedere diritti di cittadinanza regalati quale elemosina, quando il mondo, primariamente in cucina e nelle esistenze di ogni giorno, va ben più avanti.

Integrazione possibile? Sì, mangiando insieme un bel gelato.

Questo fa riflettere anche la Chiesa, radunata, da sempre, attorno alla Mensa della Parola e del Pane, attorno alla Mensa Eucaristica. Tutti i popoli, senza distinzione, in questo abbraccio, non casualmente, intorno ad un ‘banchetto’.

‘Integrazione’ è anche, e soprattutto, convivialità e racconto di se stessi all’altro di fronte ad un bel piatto cosmopolita e dai sapori sempre nuovi e sempre buoni.

Essere cittadini di una nazione non è ‘premio’ (qui alludo a ultimi e controversi fatti italiani ), ma acquisizione previa atta a farci sentire, ancor meglio, cittadini del mondo, senza preclusioni e chiusure anacronistiche.

Buon appetito!

Luca Sc.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...