Accoglienza: i quadri di un artista commentati dai bambini. RESTIAMO UMANI

Di Stefano Go.

Un po’ di tempo fa il mio amico Oto Covotta, di cui ho avuto modo di scrivere ancora su questo blog, mi aveva chiesto di preparargli la presentazione di una sua mostra, che avrebbe dovuto svolgersi a maggio, dal titolo “Accoglienza”.

Purtroppo l’influenza che lo ha colpito ha fatto saltare il progetto, anche se, visto che alcune ricerche le avevo fatte, gli ho promesso che avrei pubblicato un articolo su labrezzaleggera.com come segno del reciproco affetto e della stima che ci lega.

Questo lunedì però, mentre mi recavo nella 5ªB della scuola primaria di Sorbara, mi sono domandato se i miei bimbi non avessero qualcosa da suggerirmi e così ho preparato un lavoro a gruppi, ho dato a ciascuno la foto di uno o due quadri di Oto, e ho chiesto loro di guardare le forme, i colori e i titoli. Lo scopo: provare a scrivere quello che questi dipinti ispiravano al loro cuore. La maestra Paola ci ha consigliato di lavorare su parole chiave e poi scrivere un breve commento di sintesi.

La cosa è piaciuta alla classe: come sospettavo le opere astratte attirano o i super-esperti o i bambini, cioè quelle persone che desiderano lasciarsi provocare in profondità dalla bellezza.

Oto aveva progettato una mostra in nove opere che si snodavano come una parabola, con un inizio, un culmine ed una conclusione: questi tre momenti sono segnati da opere stilizzate, ma ancora figurative. Il resto della mostra fluisce nell’informale, accompagnando chi guarda in un percorso sul tema dell’accoglienza dell’altro.

Incontro di fraternità

È questo il titolo del primo quadro che presentiamo. I bimbi di 5ªB ne danno un commento veramente bello: «A noi il quadro fa pensare a dei fidanzati che si vogliono bene o a dei fratelli che giocano assieme. Ce lo fa pensare il fatto che sono vicini, che hanno la chioma unita, come i fratelli che abitano la stessa casa. I colori del quadro ci fanno pensare al calore, per il rosso, il giallo e l’arancione.
Il dipinto ci ricorda l’amore e l’amicizia perché le chiome diventano una sola in un unico grande abbraccio: sembrano un’unica persona e non si possono separare anche se litigano. I sentimenti che li tengono assieme sono fatti di giochi, di baci, abbracci, divertimento e risate assieme». Un bambino si è sentito di rispondere più che con le parole con un disegno: un unico grande cielo stellato sotto cui stare assieme.
Seguiteci le prossime settimane per scoprire gli altri quadri della mostra di Oto Covotta, in arte Tamidi’s, e i commenti dei bimbi della scuola primaria di Sorbara.

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