Il cristiano ‘deve’ essere gentile?

Spulciando ieri su Twitter, mi sono imbattuto su un cinguettio semplice e da altri, forse (mi foggio del dubbio), non pienamente e rettamente interpretato.

Il tweet (con video), che non riporterò, di un famoso gesuita americano, super seguito, delineava alcuni tra i possibili propositi per la Quaresima del cristiano.

Uno di questi recitava d’essere ‘gentili’.

Nulla di strano, penso io povero teologo che scruta i segni dei tempi.

Invece, alcuni, forse un po’ oltranzisti, trovano troppo borghese o politically correct questo semplice aggettivo.

Domanda di fondo: il cristiano ‘deve’ essere gentile? Il Vangelo è buone maniere, ‘bon ton’? Il Gesuita d’oltreoceano non voleva dire questo, ma ben altro. Spiego.

Gentilezza, per chi vive il Vangelo, non significa fare come le madamine da smanceria o avere la faccia come quelli delle stampe anni ’50.

Gentilezza significa comprendere il sentimento del mondo che ci circonda, essere attenti alle ‘genti’ che incontriamo. Non a caso un documento del Concilio Vaticano II titola al suo incipit ‘Ad gentes’. Riflettiamoci ancora un po’.

‘Gentili’ nel linguaggio biblico si rifà alle ‘nazioni’, cosiddette dagli ebrei ad indicare i popoli pagani. In greco etnè (donde etnia e etnico), in latino ‘gens’, da cui l’aggettivo ‘gentilis’.

Il senso concernente il garbo e le ‘buone maniere’, giunto secondariamente in ordine di tempo (gli addetti ai lavori lo dicono ‘per estensione’), sorge per evidenti vicinanze con l’essere di buona famiglia, di buona stirpe, un discendente medievale dei patrizi romani.

Quando io, da cristiano, penso al termine ‘gentile’, subito richiamo alla memoria Paolo, Apostolo tra i Gentili, per i pagani, per i lontani.

Questa è la ‘gentilezza’ di chi segue Gesù: farsi prossimo con chi sta accanto, ma vive lontano dalla bellezza del ‘Buon Annuncio’.

Gentile è chi legge il mondo e le sue esigenze, le sue paure, le sue storture sociali da cambiare, la voglia di speranza di ogni uomo.

Gentili sono i cristiani che, come recita un antico passo dei primi secoli del cristianesimo, ‘sono nel mondo ma non sono del mondo’… E il mondo chiede vicinanza ‘gentile’.

Buona Quaresima d’evangelizzazione, cari lettori.

Luca Sc.

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