Senza perdono non viviamo

Si avvicina la Quaresima e il cristiano si interpella sull’andamento della propria vita, dei propri affetti, delle propria aderenza all’amore.

È un cammino da fare e tenere ben in considerazione quello dei circa 40 giorni antecedenti alla Pasqua.

Nessuno può viverli al posto nostro, sebbene catechesi e omelie in merito si sprechino. Il cristiano non si salva per overdose di parole: il cristiano modifica il proprio cuore dando importanza anche a solo una parola, che sappia autenticamente della ‘Parola’ del Vangelo.

La Quaresima ci vedrà impegnati in molte attività, siano esse parrocchiali o di volontariato in genere. La validità delle stesse passa da una parolina semplice e importantissima: perdono.

Perdonare è la chiave di lettura del senso più vero del dirci ‘cristiani’.

‘Padre perdona loro, perché non sanno quel che fanno’, dal dolore della Croce Gesù dà una chance (permette la risurrezione) a chi lo aveva ingiuriato e maltrattato.

Il valore del perdono e le sue implicazioni ci scavano dentro, mettendo a nudo il significato più autentico di noi stessi e delle nostre relazioni.

Perdoniamo, perché offriamo il ‘dono’ di poter ricominciare a chi ci ha ferito, a chi ci ha deprezzato, a coloro i quali ci hanno venduto…solo per il gusto di metterci all’angolo.

Perdonare, lo sappiamo bene, è dei forti; perdonare è di coloro che vogliono vivere e fan ben vivere tutti i loro vicini. Perdonare è germoglio di rigenerazione per gli altri, che possono ‘resettare’ quanto accaduto, per cominciare una vita, donata, nuova.

Per perdonare, talvolta, bisogna primariamente perdonare se stessi. Vivere con gli spettri del passato ci ucciderà: il nuovo avanza, il tempo corre innanzi e noi non possiamo essere come gamberi alla vita… la resurrezione ci aspetta.

Paolo lo aveva ben compreso: ‘morte dov’è la tua vittoria?’.

Perdoniamo chi ci ha ucciso; perdoniamoci per ogniqualvolta ci siamo feriti, già pietrificati e atterriti dal dolore inferto o subito.

‘Perdono’ è vivere degnamente la Quaresima. Senza perdono si fanno solo farse, farse ecclesiali.

Buon cammino.

Luca Sc.

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