Il Cristiano non è un bacchettone.

Vangelo VIII Domenica del Tempo Ordinario, 3 marzo 2019


Il Vangelo di questa Domenica ci fa volare basso, mettendoci di fronte allo specchio.

Siamo noi, fermi, con lo sguardo sulle frequenti visioni distorte circa la nostra indole, il nostro carattere, la personale intimità. È molto usuale, tutti a volte pensiamo ciò, farsi un’idea leggermente o massimamente differente da se stessi.

Ci immaginiamo capaci di qualcosa, come anche talvolta incapaci, per poi comprendere che non possiamo non fare i conti con noi stessi e con le nostre fragilità o risorse stranamente inaccettate.

La sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda’, così l’ultima parte dell’ultimo versetto di questo Vangelo domenicale antecedente alle Ceneri. Che nesso intercorre tra l’introduzione e il versetto riportato: il senso del genuino guardarsi dentro.

Chi ha un’idea elevata di sé, facilmente mal giudicherà chi, col suo errore, lo mette, incosciamente, dinanzi alle proprie storture. È un meccanismo che sembra quasi psicologico (presumo lo sia, ma non sono esperto in materia), oltre ad essere pienamente una fallacia spirituale.

Vogliamo essere cristiani migliori? Analizziamoci, attenzione: con misericordia, per poi aiutare gli altri. Non per un mero giudizio, ma con uno sguardo d’amore e di promozione al prossimo.

Il cristiano non è un bacchettone. Il Vangelo lo ha messo a nudo, per un bene maggiore. Bacchettone lo può essere chiunque: anche chi tiene una doppia vita. Amante del prossimo e convertito potrà esserlo solamente chi ha guardato se stesso con sincerità, senza maschere.

La trave nell’occhio è un nostro male, che copriamo, mascheriamo.

In questo Carnevale 2019, il Vangelo è eloquente. Esso ‘smaschera’ e fa da ouverture al Mercoledì delle Ceneri.

Tra pochi giorni risentiremo sulle nostre teste quella polvere, che non ci fa innalzare oltre la realtà di noi stessi, oltre la nostra realtà creaturale; polvere che spinge a non renderci superbamente dimentichi del nostro ‘poter sbagliare’, della nostra fragilità e del bisogno di amore e perdono.

In questa vita possiamo essere come ‘Albero piantato lungo corsi d’acqua’ (Sal 1), il quale darà ‘frutti buoni’ a suo tempo: sta a noi la scelta. Il Vangelo di oggi è per noi specchio veritiero: una sfida che vale una vita e si può concretizzare nella Quaresima imminente.

Buona Domenica

Luca Sc.

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