Pochissimi matrimoni in Italia. E nel 2020 meno quelli religiosi dei civili. Una riflessione cristiana.

È di pochi giorni fa la notizia del calo aspettativa di paternità e maternità tra i giovani italiani (vedi articolo nel blog: https://labrezzaleggera.com/2019/02/20/studio-nazionale-sulla-fertilita-molti-giovani-desidererebbero-dei-figli-nel-loro-futuro-cosa-facciamo-per-la-realizzazione-delle-loro-aspettative/)

Oggi l’ennesima batosta: siamo fanalino di coda in Europa, secondi solo alla Slovenia, per celebrazione di matrimoni (sia civili che religiosi).

Solo 3,2 ogni mille abitanti si sposano. Un picco negativo che porta a riflettere e a modulare ponderate considerazioni sociali e ecclesiali.

Il nord Europa registra molti più matrimoni che, in linea di massima, il sud del vecchio continente.

È un dato statistico, che non può precludere da riflessioni di tipo culturale.

Negli stati mediterranei si è, almeno lo si era fino a qualche tempo fa, cattolici.

Per chi non lo sapesse, la nostra dottrina matrimoniale (cattolica) ha un quid, un qualcosa che la differenzia da quella delle Comunità Ecclesiali nate dalla riforma.

Il divorzio, ad esempio.

Il ‘per sempre’ ha una sua valenza preponderante nelle vite di chi nasce nel mezzogiorno d’Europa. Si potrebbe dire che il nostro approccio al far famiglia sia meno light che in altri luogi situati a più alti paralleli.

Nel Bel Paese sposarsi è difficile anche per ulteriori variabili tutte ‘Made in Italy’: dalle mancate politiche familiari alle separazioni ‘a tavolino’ al fine di ottenimento di qualche sgravio fiscale.

Altro campanellino d’allarme: il matrimonio lo si idealizza forse un po’ troppo. La persona giusta da film d’amore tedesco (quelli da Canale 5 in estate) non esiste: il matrimonio è un cammino, posto in essere da persone ovviamente non perfette. Ken o Barbie oggi sposi solo al negozio di giocattoli.

Cari italiani, la vostra fede forse non sarà più come quella dei vostri avi, ma almeno un briciolo di voglia di vivere mettiamocela, no?

Non serve neppure lo sposalizio da Cenerentola al ballo per convolare… Le nozze sono la felicità di un percorso di coppia che si pone man mano. Lucio Battisti (farei meglio a dire Mogol) aveva torto quando cantava di ‘vita da spesa’ e ‘giornate uggiose’.

Dati statistici a parte, io, come cristiano, comincerei a rileggere la Amoris laetitiae di Papa Francesco: lì stanno alcuni dei medicamenti al rovinoso calo di nozze. Conoscere la vita quotidiana, le sue precarietà, come anche abbassare il tiro delle nostre pretese romantiche in piena reminescenza stile ‘800. Lo ‘Sturm und Drung’ è passato di moda, anche se il più della gente si inebria ancora de ‘Il Segreto’ e de ‘La scelta’.

Mi raccomando, cara Italia, credi ancora in te stessa e nel futuro, con semplicità.

Luca Sc.

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