Veglia contro la tratta di persone in Antonianum, Roma

Roma, Basilica Sant’Antonio in via Merulana, ore 18.15

Una Veglia a conclusione della Conferenza-Corso promossa da Talitha Kum e Pontificia Università Antonianum (PUA).

Si tratta di una iniziativa a lungo raggio che, a partire da gennaio 2018 ha trovato il suo compimento in questo 8 febbraio; il primo Corso di Formazione per i leaders di Talitha Kum ha la sua casa in Antonianum.

Questa Veglia chiude quasi due settimane di lavoro, di studio e di approfondimento. Non casualmente nel giorno di Santa Giuseppina Bakhita.

Soprattutto suore, provenienti da tutto il mondo, insieme pregano, perché tutta la Chiesa sia sempre più unita e attiva contro la tratta delle persone nel nostro fragile pianeta.

Il tema della Veglia è, infatti, ‘Insieme contro la tratta‘. Solo insieme si ce la potrà fare. Veglia, che figura quale momento di preghiera per tutta la diocesi di Roma, con testimomianze e momenti significativi. Veglia presieduta da Padre Gabriele Beltrami, Direttore Ufficio Comunicazione della Famiglia Religiosa degli Scalabriniani, con la presenza di Don Pierpaolo Felicolo, membro Migrantes.

Dalle foto in coda, si può notare la simbologia dell’altare allestito per l’occasione: una sottile linea blu sovrastante e indicante l’anelito allo stare uniti e all’agire contro. Poco più in basso, intrecciate, si trovano le corde che incatenano, in ogni continente, donde i diversi colori usatissimi per tale distinzione.

La veglia comincia con la proiezione del video-intenzione di preghiera di Papa Francesco, che richiama all’attenzione l’accoglienza di coloro che hanno subito tratta e schiavitù, in ogni sua forma.

Ecco di seguito il link.

Arte, forme visive e preghiera sono il leit motiv dell’incontro in unione di spirito e di intenti. Sensibilizzazione attuata anche con il passaggio silenzioso e per l’assemblea di persone -spersonalizzate- per via di una maschera bianca: a questo porta la mercificazione di esseri umani, uomini e donne.

Quattro le tesimonianze proposte.

Tinyiko, dal Sud Africa e appartenente alla rete Talitha Kum, che, come riporta la giovane studentessa lavoratrice, ivi è composta da perosne differenti per credo ed estrazione sociale: laiche, religiose, giovani, anziani, cattolici o non cattolici. ‘Ognuno è responsabile’, ripete Kiniko più volte, sottolinenando come ogniqualvolta si trovi qualcuno in difficoltà, questi venga connesso alla rete Talitha Kum internazionale: un aiuto va coordinato insieme, in tutto il mondo.

In ordine, anche Enkolina, di origine albanese e giovanissima volontaria dell’Ass. Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, e due consacrate: Suor Rosa, appartenente alla Congrezione delle Francescane dell’Addolorata e Suor Maria Goretti della Santa Famiglia di Nazareth. Quest’ultime quali volontarie al CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Ponte Galeria ed al CAS di Torrenova (Centro di Accoglienza Straordinaria).

Non riporterò i contenuti per brevità; qualcosa di importante potrò però trasmettere in merito: queste attiviste hanno guardato il Crocifisso in quanti salvati e aiutati. Oggi possono testimoniare la Resurrezione e presumo che non sia poco!

A fine Veglia un gesto eloquente: le catene sono rotte. Resta la collaborazione: la sottile linea di uomini e donne attivi contro la tratta, gli stessi che faranno rete positiva con sottili linee di bene dagli stessi colori, da tutti i continenti.

Di seguito i video, più esplicativi.

A presto.

Luca Sc.

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