Affrontare la recessione con lo stile della ‘mamma di Casa Surace’

È di tutte le testate giornalistiche la notizia bomba: siamo, come paese Italia, sull’orlo del baratro. Una bella recessione, con annessi e connessi spauracchi, ci voleva proprio!

Disoccupazione, terremotati ancora in attesa di sistemazione, gazzarra politica sul fattore ‘migrazione’, lavoro sommerso e criminalità organizzata sempre più eterogenea e ‘globalizzata’: cosa volete di più? Speriamo che non chiuda neppure la fabbrica dell’amaro ‘Lucano’.

Innanzitutto, non tiriamoci via quei pochi capelli che ci son rimasti – e ve lo dice uno che, di capelli, ne ha ben pochi da subito dopo lo scoccare della maggiore età.

Un altro con pochi capelli, Aldo Cazzullo, piccola digressione a mo’ di coronamento d’incipit, poco tempo fa, durante gli ultimi mesi del 2018, gironzolava per tutti i media e le trasmissioni confacenti a pubblicizzare un testo intelligente e al passo con il momento storico, direi epocale, che stiamo vivendo: ‘Giuro che non avrò più fame’.

Ci si riferisce ad una popolare battuta di ‘Via col vento’, seppur meno conosciuta che il ‘francamente me ne infischio’ di Clark Gable.

Vivien Leigh, nel cast Rossella O’Hara, durante la guerra di secessione e appena dopo l’infuriare di una sanguinosa battaglia proprio sulla soglia di casa, si ritrova a divorare un tubero avvizzito e di dubbia commestibilità, per poi urlare al cielo, tipo la strega di Biancaneve, che mai e ancora mai avrebbe sentito nuovamente i morsi della fame.

Questo non avviene in ‘Casa Surace’, in cui si ‘spizzulìa’ sempre, recessione o no.

Nella casa più social del sud, la mamma, corpulenta e avvezza all’inventario della dispensa, non manca mai del necessario e nessuno, dico proprio: nessuno, resta mai a pancia vuota. ‘Nun sia mai’!

La recessione è una ‘brutta cosa’, ma recedere nell’amor per gli altri è ancor peggio. Le conserve, il desiderio di convivialità, la speranza che, dopo un abbraccio e una parmigiana qualcosa cambi, non ha da mancare mai all’Italia, col deficit o senza.

Per non parlare della ‘nonna di Casa Surace’, che, come la Rossella di cui sopra, la guerra un po’ l’ha vista, come anche la fame.

Eppure nella borsa di costei non mancano mai caramelle e santini: un caso?

Carissimi, la recessione forse è alle porte, ma, contingenze internazionali o meno, la voglia di andare avanti non dovrebbe, e non deve, mai mancarci.

Abbiamo nel cuore il desiderio di rinnovamento; abbiamo nel cuore la volontà di promuovere il bello che da millenni la nostra terra crea e concepisce in modo paradigmatico; abbiamo nel cuore di avanzare senza paura, seppur sia ben plausibile.

Ai cristiani alla lettura un pensiero: non ci manchi mai la speranza!

Ricordiamoci, come la mamma dei ‘Surace’, che anche dopo una notte gelida, la casa ha sempre ‘dda pijà aria’!

E che aria di cambiamento sia! Magari la recessione ci spronerà a vincere e a far del nostro meglio.

Buon pomeriggio.

A presto,

Luca Sc.

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