Il Cristo inaugura il tempo di Kairòs, di grazia

#VangeloDomenicale: III del Tempo Ordinario, Anno C

Di Luca Sc.

Immaginiamo la scena del brano di questa Domenica. Immaginiamo la delicatezza di Gesù nell’aprire il rotolo e nel dare annunzio di salvezza.

Immaginiamo anche quanto stupore vi potesse essere tra i suoi compaesani – la sinagoga ove Cristo si trova è proprio quella di Nazareth. Qualche versetto dopo scopriremo che quegli stessi abitanti, che lo avevano visto crescere e lo avevano poco prima sentito parlare nel loro luogo di culto, volevano gettarLo giù dal ciglio del monte: ‘Nemo propheta in patria’.

Immaginiamo di essere lì, ad ascoltare la liberazione vicina, il kairòs, per bocca del Figlio di Dio, senza poter capire molto, ma restando stupefatti.

Immaginiamo di poter comprendere, diversamente dai Nazareni, la portata della dignità del Cristo, della sua Divino-umanità. Immaginiamo di essere felici per le parole di grazia, di kairòs, che attraverso Lui si fanno plasticamente presenti.

Se avete immaginato tutto questo, rileggete il brano di questa Domenica.

Ora potete rendervi conto, insieme a me che con voi provo a fare questo esercizio di meditazione sulla Parola del Vangelo, che Cristo è l’Unico importante e portatore di importanza per ciò che ci circonda, in questa vita e nella Eterna.

In Cristo si compie la grazia, la divinizzazione dell’uomo per mezzo del suo Incarnarsi. Il Verbo di Dio fatto uomo apre a noi il senso vero e ultimo della nostra esistenza.

Liberazione e vita vera: cosa chiedere di più? Se comprendiamo, come lo spero, che Colui che annuncia ciò è Dio, non abbiamo a che temere. Dio è con noi e vuole renderci come Lui, ‘grazie alla grazia’ della Incarnazione.

Nessuno potrà allontanarci da questa acquisizione, neppure con la violenza e la spada (memoria dall’epistolario paolino).

Come vivere, allora, questa vita divina? Nella Chiesa, comunità di salvati, di uomini e donne che respirano kairòs, grazia, continuamente, per mezzo dell’amore di Dio, in Cristo, nello Spirito.

Nessun membro della Chiesa è esente dallo sperimentare questa grazia di vita divina: ciò che è importante è che comprenda il valore del servizio scambievole e amoroso. Non è un gioco essere cristiani: è un impegno di vita donata.

Nella sinagoga a Nazareth ogni celato si disvela e finalmente, a chi desidera occhi nuovi, vien palesata l’identità di Gesù quale Cristo, ovvero Unto dallo Spirito per salvare l’uomo e renderlo partecipe della vita divina. Ecco il Kairòs! Ecco la Bella e Buona Notizia, il Vangelo!

Buona Domenica, cari lettori!

A presto,

Luca Sc.

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