Picco influenza in Italia: riflessioni esistenziali?

Di Luca Sc.

I malanni invernali, lo si sa, con il nuovo anno, non tardano a farsi sentire e un po’ tutti stiamo con il naso turato o che cola… quando ci finisce bene.

Sì, perché, come penso già e meglio di me sappiate, l’influenza è foriera di dolori articolari e muscolari non trascurabili. Bisogna, per dirla semplice e breve, stare a letto e ‘macerarsi’ a riposo.

Una vera rottura, che ti forza all’inattività e al procrastinare; il mondo, è bene sottolinearlo, in quei giorni farà necessariamente a meno di noi. ‘Tutti siamo utili e nessuno indispensabile’, recita il proverbio.

Molto bene, sulla carta e per il detto.

In pratica, il riposo obbligatorio, che alcuni di noi vivono in questi giorni, può sembrare tutt’altro che un ‘dolce far niente’.

Fare nulla, per via di un malessere, è spia della nostra umanità. ‘Grande acquisizione’, direte voi con un certo sarcasmo.

Avere contezza della propria esistenza, situata in un contesto storico peculiare e fragile da molti punti di vista, è la base per vivere saggiamente il proprio tempo.

Ecco qui l’ouverture alle riflessioni sull’esistenza, in un blog che si prefigge di trattare di quotidianità della fede e segni dei tempi.

Siamo creature fragili, rese inattive e deboli pure da una semplice influenza; non voglio mettervi ansia, ma è una costatazione che il credente è chiamato ad effettuare.

Riconoscere questa nostra situazione ‘delicata’ dovrebbe renderci, nei confronti della vita propria e altrui, più malleabili ai cambiamenti, più semplici nel manifestare le nostre esigenze e più pratici. Ultimo, ma non ultimo: dovrebbe renderci più aperti alla fede nel Dio che crea per amore e con amore. Siamo creature, meravigliosamente.

La vita ci è data da Qualcun Altro (con la ‘A’ maiuscola): noi non possiamo sapere neppure se l’aspirina faccia effetto o meno!

Penserete: tutta questo discorrere per un’influenza? Sì, perché questi piccoli malanni fanno comprendere quanto noi non possiamo bastare totalmente a noi stessi. Ecco la ‘grande acquisizione’ di cui prima!

Grazie mille.

A presto,

Luca Sc.

1 Comment

  1. Caro Luca, leggendo ho sorriso perchè sono reduce dall’influenza con dolori articolari durante la quale l’unica cosa che ero in grado di fare era pregare il rosario ed affidarmi al Signore affinché mi rendesse capace di vederLo anche in questo frangente e di offrirgli tutto. E’ facili dire “Gesù ti amo” quando si sta bene, è quando siamo fisicamente a pezzi che risulta molto difficile. Una notte ero particolarmente dolorante ed ho affidato ” tutto” a Lui : dolori, preoccupazioni, timori e dopo un poco eccomi stare meglio e tornare serena, abbandonata alla Sua volontà. Scusa se ogni tanto mi lascio andare a parlare di me ma l’ho fatto solo per testimoniare che se cerchiamo Dio con cuore sincero…..si fa trovare.

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