Christmas countdown: -10 Essere universitari tra vacanze e torroncini!

-10 a Natale

Studiare o strafogarsi di torroncini, cioccolatini, praline o, per non tradire le proprie origini meridionali, di calia e semenza (lascio ai lettori questa breve ricerca)?

Già, dicembre è un mese molto triste per gli universitari, che oscillano come un pendolo tra il desiderio della festa e la noia delle materie da dare nella sessione invernale ormai alle porte.

Un solidale pensiero va, in particolare, alle matricole, che protestavano in un passato molto prossimo se un professore si permetteva di lasciare i fatidici compiti e che adesso si trovano almeno tre o quattro libri da fagocitare.

I nostri sventurati, colti dal sentimento leopardiano (almeno nella corrente visione, mai oggetto di popolare smentita) del #mainagioia, si buttano sui cibi ipercalorici che l’euroamericana cucina propone.

Il grasso diventa un compagno di sventure, a braccetto con il colon irritabile (e con questa dieta, cosa possiamo aspettarci?), fino almeno al digiuno quaresimale.

È una sera fredda di dicembre, la scrivania colma di libri, lo smartphone ogni tanto certifica che lo studente ha una vita sociale, da un lato il caffè, dall’altro la soluzione dei mali: una boccia di leccornie dolci delicatamente incartate in veline sgargianti.
Il nostro sventurato sa che rifugiarsi nel cibo è un modo per sfuggire al peso delle proprie responsabilità, per cercare un piacere fine a se stesso.

È una persona forte, che resiste a tutto tranne alle tentazioni (che sarà mai?).

Poi il rimorso, frutto di reminiscenze liceali: chi vorrebbe fare la fine dei golosi all’Inferno, immersi nel fango e torturati da Cerbero, e nemmeno nel Purgatorio, ridotti all’osso e tormentati dalla fame e dalla sete, secondo la suggestiva Divina Commedia?

La domanda esistenziale del nostro povero universitario si complica di risvolti ultraterreni: non solo rischia la bocciatura con un umano (ma non troppo) professore universitario, ma anche lo sguardo severo del Giudice, che gravemente dichiara: “Via, maledetti nel fuoco eterno!”

È mattina, il torroncino si è dissolto nei meandri glicemici, una palpebra si apre: ancora la Misericordia divina gli ha accordato una chance di salvezza! Come un novello Scrooge redento ha compreso la lezione.

Ora sa che Dio ama chi dona con gioia, perciò la scorpacciata di cioccolatini sarà ancor più ricca, ma, nello spirito cristiano, condivisa!

Andrea Miccichè

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