Christmas countdown: -16 ‘Non dite alla nonna che c’è lo spread’!

-16 a Natale

Cosa c’è di più strano che parlare alla nonna dello spread? Se, poi, il nipotino (la cui età media è 25 anni!) ha scelto il periodo natalizio per questo tipo di conferenze, forse è necessaria la consulenza di un bravo psichiatra.

Comunque sia – e per la gioia dei professionisti del settore – lo spread è tornato di moda dopo il faccia a faccia tra Italia e Unione Europea.

La povera nonna, abituata a gestire quella (sana ed equilibrata) economia domestica, mettendo da parte per il futuro sempre più incerto, accende il televisore e si trova davanti fior di economisti che colloquiano con politicanti, in una caciara mediatica sempre più avvincente.

Certo, sarebbe opportuno che ognuno parlasse di ciò che conosce, ma (per fortuna) siamo in democrazia e il diritto di sproloquiare è uno degli effetti collaterali (un po’ come la sonnolenza dopo l’antistaminico, per intenderci).

Allora, la distinta signora chiama a raccolta i nipoti universitari che, avendo superato (alla sesta/settima volta) Diritto Privato o Contabilità e Bilancio con un gloriosissimo 17.999999999, le daranno sicuramente le agognate risposte.

Posso azzardare che la nonna era meno confusa prima delle loro spiegazioni, ma il succo è che i risparmi sono a rischio e che certi stravizi non sono più ammessi.

Ma è possibile, in fin dei conti, festeggiare il Natale senza spendere? È possibile evitare di imbastire cenoni e pranzi senza almeno 15 portate? È possibile escludere qualcuno dai regali?

Di certo no! La nonna preferirà tagliarsi i viveri pur di non deludere le aspettative.

Lo spread che sale e la crisi che avanza non fermeranno l’audace signora: altro che ritocchi alla manovra finanziaria!

“Sul monte, Dio provvede!”: non è forse questo uno dei proverbi più antichi tramandatici (risale alla vicenda di Abramo)?
Ed ecco che la fede (e la meticolosa capacità della nonna), anche quest’anno vinceranno sullo spread.

Come, non lo sapremo forse mai: è bene che certi segreti restino avvolti dall’atmosfera di mistero e silenzio, la stessa che si respira tra gli incensi della notte santa, in cui il Ricco per eccellenza si è fatto povero perché noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà.

Andrea Miccichè

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