#VangeloDomenicale: Solennità di Cristo Re dell’Universo, Anno B. Gesù Re datore di vita!

Roma, 24 novembre 2018

“Io sono Re”! Questa affermazione vale tutte le Domeniche e la vita di ogni cristiano. Cristo è Re, ma in che modo lo si può definire così? Perché Egli si definisce in tal maniera nel Vangelo?

Domande vere e vibranti che chiedono risposta nella fede. Cristo è Re dell’universo per vari motivi e da diversi punti di vista.

1. È il Verbo della Creazione. Ricordate le parole del Credo che si recitano dopo Omelia? “Per mezzo di Lui sono state create tutte le cose e tutte in Lui sussistono”. Ecco, il mondo e le cose tutte, tutto lo spazio e l’universo, hanno in lui il suo ‘imprinting’, per dirla in modo anglosassone.

2. Cristo è il Re della storia, dal momento che la compie, la redime e la illumina. È la sua Croce che cambia il senso del nostro vivere e trasfigura in modo nuovo il dolore e la morte. È un nuovo inizio della creazione, in Cristo, e definitivo.

3. Il suo regno è eterno. Non ci si rifà alle potenze terrestri e troppo umane per descrivere il suo potere. Niente di più lontano dalle corone e le etichette dei palazzi reali: qui si tratta del potere di dare un senso alla vita in Dio, con Dio e per Dio. Il regno di Cristo Gesù è, in fin dei conti, questo: amare con cuore puro e libero Dio Padre, tramite il Figlio, nello Spirito.

Questa Domenica, come potete aver letto, ci riporta ad una viva e vigile, nonché salda, professione di fede: Cristo Re è Cristo Salvatore, Cristo datore di senso nel suo Vangelo e nella sua Vita donata, Cristo che illumina il mondo nella verità, che è Lui stesso, la sua Parola.

Tutto il mondo è retto da Dio! Accorgersene, significa celebrare vivamente e vitalmente questa Domenica.

Il vero Re, voglio scrivere questi ultimi concetti, non vive per se stesso, ma per il popolo donatoGli, senza riserve e senza chiedere nulla per sé: Cristo ha fatto questo per tutti gli uomini che credono in Lui, in tutti i tempi, fino al palesamento del Regno in pienezza…noi nella Chiesa e in questi tempi dopo la Resurrezione, infatti, ne viviamo – del Regno – il già e non ancora. Il Regno di cui tratta il Vangelo, di verità, amore e giustizia, sarà perfetto e pieno solo alla fine dei tempi, in Dio.
Con queste affermazioni dal chiaro tenore ‘escatologico’ (ovvero degli ‘ultimi tempi’), vi lascio alla bellezza di questa Solennità che chiude l’Anno liturgico e apre al desiderio di Gesù proprio dell’Avvento.

Buona Domenica!

A presto,

Luca Sc.

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