#VangeloDomenicale: 33° T. O., Anno B. Le Parole di Gesù sono eterne.

Dal vangelo secondo Marco (13,24-32)


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Gesù ci offre una parola di speranza

Roma, 17 novembre 2018

Il Vangelo di oggi sembrerebbe fare paura, sembrerebbe quasi essere inquietante… Non è così: è un linguaggio apocalittico e, come tale, va ben spiegato.

“Apocalisse” deriva dal greco e significa “rivelazione”: da queste parole, dal Vangelo di Marco, emerge la figura di Gesù quale Dio, quale salvezza per coloro che credono in Lui. Il detentore di una Parola che salva e che salverà, perché eterna.

I testi del genere apocalittico, come il testo biblico più famoso: l’Apocalisse di San Giovanni, nascono per far ricordare che la salvezza e la gioia non sono da ascrivere alle contingenze umane del mondo e ai loro intra-umani poteri. Nessuno è più forte di Dio: questo affermano i testi apocalittici, contro le forze mondane, che fanno guerra ai figli di Dio, a chi crede. 

Gesù qui pone un dialogo escatologico, ovvero sulle ‘cose ultime’, mettendo a fuoco ciò che serve al fedele, a chi si affida a Lui.

Ciò che vale per i cristiani di tutti i tempi è inerente alla Parola del Cristo: Parola che non ‘passa’; Parola di salvezza che ci fa vivi, che non ci fa temere la morte. Chi vive nel mondo, totalmente invischiato nelle sue logiche, ha da temere, ma chi vive del Cristo sarà protetto quale ‘eletto’. 

Passiamo ad un livello successivo di questo piccolo commento: oggi la Parola di Gesù Signore è eterna; oggi Gesù è alle porte; oggi siamo chiamati ad essere vigili e ad ascoltare, guardando nella nostra esperienza le stagioni della nostra vita e i segni della nostra ricerca profonda. 

Tale passo evangelico fa da gancio a quello dell’ultima Domenica del Tempo Ordinario, la Solennità di Cristo Re, nonché al senso primigenio dell’Avvento.

Cristo giunge a noi sempre, cercandoci e amandoci quali ‘eletti’: le sue Parole sono eterne, quindi valide già ora e al momento degli avvenimenti ultimi (escatologici), di cui ovviamente parla anche il brano di questa Domenica. 

Prepariamoci al Suo Avvento, oggi, adesso e per la vita eterna.

Grazie mille.

P.S: Preghiamo perché Cristo sia sempre più presente, giunga sempre più, nelle nostre vite.

Un abbraccio, a presto.

Luca Sc.

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