#SegnideiTempi: Stiamo diventando un paese ‘fascista’?

Roma, 31 ottobre 2018

Sui social circolano delle foto inneggianti al ventennio e alle ideologie ad esso collegate: è affermazione vera, seppur da non montare a piacimento, per sottolineare, guarda caso, il fantomatico e classico ‘mala tempora currunt‘.

I brutti tempi corrono in ogni era degli uomini: non serve rimembrare ad ogni cattiva notizia di sorta una sottospecie di cataclisma verso lo sfacelo.

Oggi, nondimeno, in epoca di fake news, certe idee acquisite in modo acritico amano farsi spazio.

Come cristiani amiamo la verità e ci battiamo per essa, seppur con i pacati e dovuti modi, propri di uomini di Vangelo.

Il fascismo non è dietro l’angolo: penso non vi siano le contingenze e il pensiero diffuso di fondo, perché in Italia si riproponga come i peperoni.

Seppur questo determinato problema non sia imminente, un problema vero lo si ha: l’urlo acritico e lobotomizzante sui social network.

Bisogna trovare una soluzione cristiana a questo strano tipo di delirio. Non si può, ad ogni notizia o avvenimento, usare male le parole, facendosi spazio nell’etere 2.0.

I cristiani parlano il dovuto, con garbo, avrebbero detto negli anni cinquanta; non significa esprimersi in modo ‘affettato’, ma vivere conferendo dignità a se stessi ed agli altri.

Uno stile sobrio, tanto amato da Papa Francesco, significa anche questo: misurare le parole. Se si continua così, veramente si arriva a qualche dittatura; forse non sarà ‘fascista’, dal momento che, come scrive Paolo Mieli in un editoriale di qualche giorno fa, non ci sono più i presupposti sociali. Ciò che resta è invero lo stile urlato e il fascino per le notizie ricevute acriticamente: elementi che riguardano le dittature di ogni tempo.

Non stiamo declinando al fascismo, lo si spera: stiamo declinando verso il delirante megafono per tutti…senza lungimiranza!

Quando scriviamo sui social, almeno noi che leggiamo un po’ di Vangelo, pensiamo bene a quanto stiamo per affermare, sebbene vogliamo essere talvolta un po’ più rudi. Con toni esacerbati e poca informazione previa alle nostre affermazioni facciamo il loro gioco: se non dei fascisti, quello dei probabili futuri dittatori.

Grazie mille.

Luca Sc.

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