#SegnideiTempi. Siamo tutti orfani di futuro?

Roma, 24 ottobre 2018

Il rapporto con il futuro è una sfida, per molti. Alcuni ne hanno paura, quasi fobia; talvolta si cerca di esorcizzarlo col vivere il tempo presente e reiterando il ‘s’è fatto sempre così‘; per altri, invece, va cercato il capro espiatorio, quasi a catalizzare su esso tutto il male che ci si potrebbe profilare innanzi.

È di ieri un discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pieno di eloquenza in merito al mio incipit.
Ovviamente lo scopo del suo intervento, tenutosi all’Assemblea dell’Anci a Rimini, era di tenore politico, nonché istituzionale.

«Occorre procedere garantendo sicurezza alla comunità, scongiurando che il disordine degli enti pubblici, e della pubblica finanza, produca contraccolpi pesanti anzitutto per le fasce più deboli, per le famiglie che risparmiano pensando ai loro figli, per le imprese che creano lavoro», così un passaggio significativo.

Siamo sempre pronti a trovare soluzioni facili, ascoltando proclami e vanitas vanitatum, che non risolvono i problemi e non fanno futuro.
Non è una frase fatta: avete mai provato a scardinare il costume del già citato ’s’è fatto sempre così’ nelle vostre parrocchie? Provateci: in questo modo troverete fazioni contrapposte peggio che tra leghisti e socialdemocratici.

Arginare la paura del futuro non edifica: si progetta pensando ai giovani, ma si guarda troppo spesso ai segni immediati.
Non è soltanto un problema della politica, ma un faire sociale delle alte sfere.

Mattarella parla di famiglie che pensano ai figli.
I politici, i rappresentanti delle associazioni, come anche delle istituzioni, dovrebbero, a rigor di logica, avere a cuore i loro figli.
Una società senza padri (ricordate alcuni saggi di psicologia in voga circa dieci anni fa?) ha la futuro-fobia, perché non ha spina dorsale che per camminare in piedi soltanto nel momento presente, nell’istante.

La vita della Chiesa, il mondo ecclesiale, ha a lasciare un segno, quasi seminandolo in queste odierne tempeste, per cambiare la cultura e la mentalità tipiche di chi, orfano, è arrabbiato con la vita e vede tutto nero innanzi a sé.

Non casualmente il Pontefice ha indetto il Sinodo dei Giovani: una mente giovane, caratterizzata dalla lungimiranza, progetta e spera. In questo caso ‘forever young’ resteranno anche gli anziani che hanno fatto la storia, pure nelle nostre parrocchie.

Il movente per cercare e trovare soluzioni sta nella speranza e nel veder, pacificati, lontano (‘lungimiranza’). Questo coordina il buon senso e l’equilibrio, che talvolta è poco ‘social’ e condiviso da tutti… i padri spesso sono scomodi e saggiamente oppositivi!

Grazie mille.
Buon pomeriggio.
Luca Sc.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...