#RiflessioniCristiane: insulti social, mascherati da politically correct.

Di Luca Sc.

Roma, 18 ottobre 2018

Il dibattito politico è veramente ispirato ad una satira politically correct? Noto, da cristiano e cittadino, che i toni sono sempre più elevati: neppure ai tempi di Berlusca si era arrivati a cotanto.

Il mondo ha bisogno di dialogo e di ascolto: ricordate quella strana e bella pubblicità progresso, di qualche anno fa, che invogliava ad ascoltarsi vicendevolmente?

Nell’era degli smartphone e dei contenuti in iper-sharing, sembra doveroso cominciare ad uscire dai format dei network social. Siamo preda di giudizi fragili e affrettati: le fake news dell’odio e della de-sensibilizzazione umana.

Tutti parlano di tutto, senza ritegno alcuno e senza, talvolta, il rispetto dovuto.

Il caso di Salvini è emblematico. Non difendo né appoggio l’operato dal cosiddetto vice-premier, ma il linguaggio sta degenerando inesorabilmente. Non passeremo alla storia per brillare di senso civico. E noi cristiani non siamo da meno: le vignette e gli insulti si sprecano.

Il Vangelo non incita ad insultarci! Lo scrivo, così, tanto per essere neutrale.

È soltanto satira? È solo incitazione viva alla pace sociale, come anche alla crescita umana? No, cari miei vignettisti e pseudo-scrittori social, abbiamo e stiamo sbagliando rotta.

Parlo precipuamente a sensibilità cristiane: sensibilità che, presumo, siano avvezze all’autocritica e al desiderio di affinarsi sempre più e, dunque, crescere in coscienza.

Paroloni? No, ripeto il dissenso. Non ho scritto parole a vanvera, ma evidenze evangeliche.

I cristiani non cambiano la società con toni alterati e insulti: cambiano la vita quotidiana in sobrietà e pacatezza. Siamo ben lungi dal buon metodo di Giorgio La Pira!

Il dialogo presuppone l’ascolto e mai l’insulto. Stiamo scadendo in umanità, a suon di cinguettii stonati e brutti.

Il brutto ci circonda e fa trasalire chi cerca di vivere cristianamente. Se volete continuare a piantare male ciò che in sé è bene, prego: accomodatevi pure nello sgabello dell’odio, mascherato da buone intenzioni.

‘Il fine non giustifica i mezzi’ e ciò, lo ricordo, è acquisizione evangelica.

Buon pomeriggio, cari lettori.

Luca Sc.

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