#DonneNellaBibbia: Ruth. I parte

Di Fatima M.

Alghero, 14 ottobre 2018

Diamo inizio, al ciclo delle letture inerenti al volto della donna, descritta in varie pagine della Sacra Scrittura.

Il primo libro che mi viene a cuore è il Libro di Ruth.
Morte e Vita si incontrano e si scontrano. Realtà vivificanti: ogni passo di donna le incontra…
E quando trova un’ostacolo ella ha l’esigenza di rientrare in se stessa, al centro del cuore e invoca Colui che ha lo sguardo attento; buona notizia che corre nella propria strada, Egli, Salvatore, viene anche a colei che non lo conosce per conoscerlo
Ruth è una donna al margine, straniera, rimasta vedova, in latino da ‘vidua’, privata dal marito, ma una donna che continua a guardare il futuro lavorando il presente con in cuore tante speranze.
Non è un personaggio lontano, alieno dalle nostre difficoltà, ma prossimo a noi, i quali potremo ritrovarci
in quei sentimenti di bontà generosità ,forza e affetto vibrante.

Il libro di Ruth si apre con una determinata frase: “accadde al tempo del giudicare dei giudici”,
וַיְהִ֗י בִּימֵי֙ שְׁפֹ֣ט הַשֹּׁפְטִ֔ים (Rut 1,1 )
perché il libro è collegato strettamente al Libro precedente.
E’ un periodo caotico, con un progressivo degrado politico morale spirituale; il testo ci parla infatti di viaggio e carestia.

Nonostante questa grande crisi d’identità ci sono delle donne che affrontano la crisi, i problemi e la carestia.
Il viaggio, oltre che essere a livello letterale, significativo, perché denota un volersi alzare dalle situazioni ed andare oltre, lo è anche nell’ambito della simbologia, evidenziando che l’uomo e la donna sono sempre in cammino.

La famiglia composta da Elimelech, dalla moglie Noemi e i figli Machlon e Chilion abbandona Betlemme “La casa del pane”.
Giunti a Moab, la famiglia vive un primo lutto: Elimelech muore lasciando orfani i due figli e la consorte vedova.
Il tempo passerà, i figli cresceranno, si sposeranno con due moabite, ma dopo 10 anni anche loro moriranno.
Al primo acchito il lettore intravede solo morte e lacrime.

Il testo, attraverso il significato dei nomi, ci introduce nel destino dei nostri personaggi:
Noemi, “mia dolcezza”, al Primo capitolo diverrà “vuota” perché privata dei figli.
Anche il nome dei figli maschi segna il loro destino: Machlon, significa “debolezza e malattia”. Chilion invece vuol dire “cancellazione”.

Noemi ora è vedova, senza marito e senza figli.
Nel mondo antico una donna sola non aveva diritti. Passava da prima come proprietà del padre e poi del marito.
Noemi si ritrova con le due nuore: Orpá e Ruth; una è colei che ha girato le spalle e una è appunto Ruth, “l’amica” .
Come Noemi, anche sono sole, senza marito, senza diritti. Senza futuro.

Il testo ci regala dei verbi in sequenza molto pregnanti per significato:

Noemi, nonostante il lutto triplo che sta vivendo, si alza e poi torna lasciando i campi di nuovo, perché in quei campi ha ascoltato che Dio ha visitato il suo popolo Israele, per dare loro cibo

וַתָּ֤קָם הִיא֙ וְכַלֹּתֶ֔יהָ וַתָּ֖שָׁב מִשְּׂדֵ֣י מוֹאָ֑ב כִּ֤י שָֽׁמְעָה֙ בִּשְׂדֵ֣ה מוֹאָ֔ב כִּֽי־פָקַ֤ד יְהוָה֙ אֶת־עַמּ֔וֹ לָתֵ֥ת לָהֶ֖ם לָֽחֶם׃
(Rut 1,6 )

In seguito esce dal luogo in cui era stata e insieme alle sue nuore si rimette in viaggio per tornare a Betlemme.
Ciò che emerge dal testo è una donna.
Quando è per strada, Noemi si rivolge alle sue nuore e le invita a tornare alle case delle loro madri, per cercarsi un nuovo marito, dal momento che lei non ha altri figli che possano renderle madri feconde.

Ciò che emerge dal testo quindi è la figura di una donna benedicente, che invoca la benedizione del Signore, perché sia su di loro come “Hesed”, che significa amore e benevolenza.

L’enunciato è molto chiaro: si parla di bontà, amore sia umano sia divino.
In questo momento è presente la testimonianza di affetto di Rut, che sceglie di rimanere con Noemi, “aderendo” a lei.

Questo è un verbo molto importante, perché instaura un nuovo elemento nel racconto:
Il verbo “Aderire” ha una pregnanza con la persona del Signore e porta con sé il gusto dell’Alleanza.

Grazie mille per l’attenzione. A Domenica prossima la continuazione!

Fatima

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