#VangeloDomenicale: 28° Tempo Ordinario, B. Seguire Gesù è vertigine: ‘non paura di cadere, ma voglia di volare’

Di Luca Sc.

Roma, 13 ottobre 2018

Continua la lettura cursiva (continua, di Domenica in Domenica) del Vangelo secondo Marco.

Questa settimana ci si sofferma sul significato della sequela, come anche sulle sue esigenze.

Non è facile comprendere Gesù, capire fino in fondo quanto ci porti distante da noi stessi l’esser suoi discepoli.

Tre punti qui si analizzeranno, sapendo bene che sono solo una goccia al cospetto del mare calmo rappresentato da questo brano.

  1. ‘Gesù gli disse:’Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.’ Ci rendiamo conto, a pelle, di essere alla ricerca di ciò che è bello, ‘buono’, duraturo, stabile, florido. Gesù, uomo-Dio, agli occhi di quel giovane adulto aveva tutte queste prerogative: era, ed è, la base solida su cui costruire in bontà e bellezza. Il ragazzo se ne accorge e questiona il Maestro di Nazareth, ignaro del fantastico rischio che sta correndo.
  2. ‘Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel Regno di Dio!’. Di quale ricchezza si parla? Certamente della ricchezza materiale. In relazione a che cosa? Al voler non perdere nulla delle proprie certezze, cominciando da quelle più semplici, materiali. Molte volte ciò che è ricchezza (dunque solidità di vita) materiale diventa schermo per coprire sicurezze barcollanti, sicurezze vane. È difficoltoso cambiare taratura alla propria vita, rendendosi conto che la bussola non funziona più. La ricchezza ti permette di pensare, erroneamente, di stare al sicuro.
  3. Vicino a Gesù si vive la vertigine, la quale, come direbbe il poeta toscano, ‘non è paura di cadere, ma voglia di volare’. I discepoli sono sbigottiti, ma non riescono a rimanere bloccati dalla paura: camminano insieme a Gesù lungo un ciglio montano, ma, forse, percepiscono di stare accanto a Colui che possiede gli strumenti adatti a non perdere l’equilibrio. Così risponde infine il Cristo: ‘In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà’. Non casualmente Gesù parla di ricompensa frammentata ad una incidentale ben ‘vertiginosa’: la persecuzione. Ma la vita con Chi è Buono non ha prezzo alla pari di sicurezza alcuna: è una vertigine benigna, che ripaga della paura di cadere.

Gesù ama chi lo segue con cuore libero, ma, come ben già saprete, è esigente: tutta la tua vita cambia, si trasfigura e diventa rampa di lancio per un volo che non si immagina neppure… Tranquilli: non si tratta di una caduta dal terzo piano.

Buona Domenica, cari lettori.

A presto.

Luca Sc.

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