#Vita Ecclesiale: Volontariato, una medicina.

Di Luca Sc.

Roma, 10 ottobre 2018

Osservare l’andamento del cammino della propria fede è esigenza di chi segue il Vangelo. Spesso si va dal Padre spirituale e si pensa di avere sbagliato tutto. Non è sempre così: alcune volte siamo vittima del nostro modo di vedere le cose, perdendo la visione globale su noi stessi e su quanto sta a noi intorno.

Quando la vita si fa frenetica e ci sembra di commettere sempre gli stessi errori, guardarsi dentro è necessario, seppur non bisogni esagerare. L’esagerazione consta nel meditare e rimuginare continuamente su scelte fatte, errori di valutazione e via discorrendo.

Quale è il modo per trovare il giusto equilibrio? Come affrontare i nostri impasse nella vita credente?

Non vi sta una soluzione unica e univoca, ma vi è una sorta di principio attivo comune a tutte le cure: si tratta del volontariato.

Non è strano per nulla: fare il volontario, donarsi, senza aspettare il contraccambio, agli altri ci libera, rendendoci più vicini alla realtà e non ai nostri desideri, talune volte eterei. Niente di più reale è affrontare la realtà, aiutando quanti abbiano bisogno del nostro contributo generoso.

Non è una predica: mi taccio presto, qualora sembri così…

Se avete avuto il privilegio di offrire aiuto a un anziano, ad uno studente un po’ indietro con la scuola e impossibilitato a pagare un insegnante privato etc., avete sperimentato l’amore per la vita, propria e altrui.

Propria: nessuno conosce se stesso e quanto valga se non guardando negli occhi degli altri. Stiamo tutti ben pronti ad inseguire i nostri sogni, senza renderci conto che i desideri del cuore camminano con la crescita del nostro cuore: il dono è la chiave per realizzarli!

Altrui: facendo volontariato ti rendi conto che non sei il solo a soffrire; comprendi che, prima di te, qualcun altro ha sperimentato, forse con più gravità, quanto stai malamente sopportando. Non si è soli sotto il cielo e la propria anima si nutre anche dell’affetto e della vicinanza del cuore di tutti coloro che si incontrano per via. Non è poesia: anche stavolta si tratta di realtà realissima… Provare per credere.

Ricomincia l’anno pastorale, presumo, in tutte le parrocchie italiane, in questo autunno un po’ piovoso: è l’occasione giusta per cominciare con qualche attività, per donarsi, per conoscere nuove realtà di volontariato. 

Buon cammino, amati lettori.

A presto.

Luca Sc.

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