#RiflessioniCristiane: I segni inequivocabili di una bassa qualità di comunione ecclesiale.

Di Luca Sc.

Roma, 9 ottobre 2018

Qual è la qualità della comunione nella tua parrocchia? Come si vive l’unità nell’ambiente di fede che frequenti?

Ovviamente, queste domande se le pone ogni cristiano che vuol seguire il Vangelo. Ogni cristiano che vuole vivere bene le relazioni.

Numerosi sono i segni di malattie nella comunione: il cuore dell’uomo, a volte, si sbizzarrisce a creare divisioni.

Andrò per punti, al fine di facilitare la lettura ed elencando le varie spie del disagio.

  1. Si parla tanto o, meglio, troppo. Nessuno passa inosservato: si pone tutto al vaglio della lingua tagliente e, spesso e volentieri, del sentito dire. Per tutti ce ne sta una: quasi a voler mettere le mostrine a ciascuno. Si è talvolta subissati da input strani: ti arriva una voce all’orecchio, beninteso, ‘sempre a fin di bene…’, per poi venirti palesemente smentita a frittata fatta.
  2. Con le chiacchiere arriva, quindi, il giudizio; un giudizio che pone difficoltà alla libertà dell’amore, che castiga entro i suoi limiti la grandezza e l’imprevedibilità di ogni persona. Il giudizio cristallizza la possibilità di cambiamento. Siamo tutti ‘ibernati’, per usare un termine ora in voga – tutti si vogliono fare ‘ibernare’, per campare di più, dentro i nostri vecchi errori. Tutto questo avviene grazie al giudizio, arma altamente sconsigliata e da non sottovalutare.
  3. Qualcuno omette di far sapere qualcosa a qualcun altro: un classico. Se ci sta un evento parrocchiale o un incontro, il capo di turno non avvisa certuni, consapevolmente. Altra grande piaga.
  4. Si vive per ‘caste medievali’: mi spiego meglio. Ci sta la corporazione del cestino, quella dei lettori, delle donne che aprono e chiudono le porte della sagrestia etc. Corporazioni ben cristallizzate, che guardano in cagnesco ciascun ‘servo della gleba’, che possa avanzarsi alla rivolta, semplicemente prendendo un cestino all’offertorio!
  5. Lascio a voi la quinta, come anche le eventuali seguenti, sapendo bene che ognuno che legge ha fatto esperienza di qualcosa di disastroso per la comunione.

Con questi esempi non voglio puntare il dito o cos’altro, ma voglio richiamare alla speranza. Se vivete questo nelle vostre comunità, non dovete prendere spunto. Il ‘copia-incolla’ per questi punti non va bene! Trasformate quanto vivete o avete vissuto in bene. La comunione cresce pian piano, come il Regno di Dio.

Grazie per l’attenzione, cari lettori.

A presto.

Luca

1 Comment

  1. Conosco questo tipo di situazione e per quanto mi riguarda ho cercato di rompere la pessima abitudine di alcuni parrocchiani che “credono di avere il monopolio della gestione” su tutte le situazioni che si vengono a creare. Quando sono entrata a far parte del gruppo parrocchiale ho cercato di evitare qualsiasi incarico ma quello di lettore non ho potuto evitarlo. Non ho mai pensato di essere l’unica a saper leggere bene per cui spesso ho incaricato altre persone a sostituirmi. Tutti dovrebbero fare altrettanto nei loro compiti.

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