#RiflessioniCristiane: Neuroni specchio, alleati della gioia del Vangelo.

Di Luca Sc.

Roma, 18 settembre 2018

Da ormai più che un ventennio si è scoperta, grazie a dei ricercatori dell’Università di Parma, la valenza dei cosiddetti “Neuroni specchio”.

Bando alle ciancie: perché vi parlo di queste cose in un blog fatto da teologi e filosofi?

Perché i “Neuroni specchio” sono facilitatori dello scambio linguistico, emotivo, forieri della socialità per i gruppi umani.

Tali neuroni sono, scusate se sarò impreciso nella spiegazione, ma non sono uno scienziato, attivatori di quelle azioni cerebrali che permettono l’immedesimazione in quanto compie un altro, il quale si trova vicino a noi, in contiguità spazio-temporale.

Ma adesso vi richiederete: perché vi sto tenendo una sorta di “lectio”, abbastanza “wikipediana”, sui “Neuroni specchio”?

Io, come nel mio stile, rispondo con un’altra domanda – lo so: è maleducato, ma chiedo venia.

L’evangelizzazione non è forse fatta di linguaggio? “Vangelo” non significa forse “annuncio”?

Bene. Avete compreso il perché di questo articolo-riflessione.

Come si evangelizza con i “Neuroni specchio”? Beh, se devo essere sincero, io non lo so da studi accreditati, ma dico semplicemente la mia, per esperienza…

Si evangelizza con il sorriso!

Delle volte, avete mai notato, quando state in fila al supermercato, certe cassiere che paiono ridere senza senso? Ebbene, un senso ce l’ha.

Quelle cassiere fanno bene il loro lavoro, mettendo a proprio agio anche lo stanco padre di famiglia con in mano le buste del latte ad alta digeribilità (non si sa mai, con le allergie che oggi imperversano…).

Ma andrò al sodo: ridere, sorridere, esprimersi con gesti, porta all’emulazione inconscia dei medesimi (sto descrivendo grossolanamente, ma spero che quando dico malamente faccia comprendere il discorso generale).

Nessuna stranezza: noi uomini ci esprimiamo così.

Sorridi, se sei felice e hai la gioia del Vangelo in te!

I “Neuroni specchio” sono chiave per la forza della tua evangelizzazione. I gesti fanno socialità, danno senso al contesto, creano legami.

Sorridete, se avete l’opportunità di apprezzare la bellezza del Vangelo…

Vedremo bene che le persone intorno a noi risponderanno con il sorriso (a specchio!) e, magari, si domanderanno poi anche il perché.

Buon pomeriggio, cari lettori.

Luca Sc.

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