#SegnideiTempi: Chi è il baccelliere in Teologia?

Di Luca Sc.

Roma, 13 settembre 2018

“Ehy, ciao!”

“Ciao!”

“Come la va lo studio per la tua laurea in Geologia?”

“No, io non studio Geologia, ma Teologia!”

“Ah, T…eologia, giusto!”.

Questo è un prototipo delle conversazioni sugli studi nei miei cinque anni di formazione, per il conseguimento del Baccellierato in Teologia.

Ma chi è il baccelliere in Teologia?

Uno che studia Teologia (ovvero Ecclesiologia, Trinitaria, Cristologia etc….), Liturgia, le basi del Diritto canonico, Introduzione alla Sacra Scrittura ed esegesi specifica, Storia della Chiesa, un bel po’ di Filosofia e cenni di psicologia.

Uno che, al dire il vero, non è preso per la maggior parte dei casi in considerazione! E il bello è che studia, amando quel che studia e sapendo benissimo che nessuno, nel suo prossimo futuro, se lo filerà.

Perché? Perché ama il Maestro Divino Gesù, l’Unico Maestro, e sa che il suo studio e il dono della sua intelligenza sono al servizio… E il servizio è fatica e incomprensione; per il mondo non siamo intellettuali riconosciuti allo stesso modo di un qualsiasi studioso; non veniamo riconosciuti versati anche in Filosofia, forse perché osiamo parlare un po’ troppo di Dio; nelle parrocchie veniamo talvolta trattati come “bestie rare”: troppo difficile capire la nostra spiritualità, dal momento che il nostro modo di servire la Chiesa è l’amare e pregare il Signore anche attraverso lo studio.

Il nostro compito è ascoltare il Maestro, far piccola la nostra intelligenza. È un esercizio di stile che si cura nel silenzio e nel lavorìo intellettuale intriso di nascondimento.

Scrivere lo si fa, come si vede dal mio blog, in punta di piedi.

Il Maestro Divino non ha forse tracciato per primo la strada? E il baccelliere non è esentato dall’imitare il Maestro, come tutti i cristiani.

Come una volta mi disse un famosissimo Geologo (stavolta veramente tale!) della televisione, durante un viaggio in macchina per le strade del Veneto, “forse nel mondo c’è bisogno di più teologi”… e io, non per portare meramente acqua al mio mulino, non posso che sottoscrivere.

Quando incontrate, nel vostro cammino credente, un teologo, entrate in dialogo (spesso amiamo i monologhi!). Oggi purtroppo v’è la tendenza a farci tutti Tuttologi: sebbene un pensatore dedito alla Teologia sia amante dell’ascolto e della slavaguardia del pensiero altrui, egli non può tradire se stesso e il suo amore per la Chiesa.

Il pensatore autentico fa esercizio di umiltà: non sempre ci riesce, ma può costantemente pregare (e chiedere preghiere!) per migliorarsi in questo.

Buon giovedì, cari lettori.

Luca Sc.

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