#SegniDeiTempi. Ciclo di convegni sulla Mediazione alla Pontificia Università Antonianum. Quanto può essere utile la mediazione in ambito familiare?

Di Luca Sc.

Roma, 3 maggio 2018

Oggi il secondo appuntamento, di quattro, del ciclo dal tema “Mediazione per la pace”, promosso dalla Pontificia Università Antonianum.

Lo scorso 16 aprile la mediazione è stata declinata nella sua positiva influenza contro il bullismo e una mentalità tendente alla “bullizzazione”.

In questo incontro si parla di mediazione famigliare [cfr. locandina in basso]: sempre più importante risulta lenire le ostilità aperte, i disaccordi che fanno vedere la realtà “un tantino” modificata.

“Ogniqualvolta tra due o più soggetti si instaura una relazione si innesca la necessità di: comunicare, condividere, confrontarsi”, così postula la prof.ssa Oriana Ippoliti. Serve pertanto formare la società alla pace, ai valori: avete mai notato come una società colpita da calamità naturali abbia molto meno necessità della figura di un mediatore?

Mediazione, pertanto, potrebbe essere l’acrostico di ME (mediazione), DIA (dialogo), ZIONE (relazione): elementi molto correlati tra loro.

La famiglia risulta il primo nucleo, o dovrebbe esserlo, di tutto ciò: è una agenzia di formazione primaria, educativa, capace di fondare la pace.

Una famiglia ove si vive costantemente il conflitto non conosce e non può portare al mondo la cultura del dono, con simili parole il Direttore di Frammenti di Pace, Antonio Gaspari. “La famiglia di per sé crea virtù”, egli continua.

La mediazione è quindi più che mai necessaria, recante in sé la pacatezza pacificatoria propria dei costruttori di bene e di futuro. Oggi ne abbiamo bisogno più che mai, dati i divorzi in netta crescita.

Vi ho innescato curiosità? Non avete ben compreso cosa sia la mediazione e cosa di buono può portare alla nostra società?

Appuntamento allora al prossimo incontro (potete avere informazioni consultando il sito), a presto.

Luca Sc.

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