Rubrica #RiflessioniCristiane. Dalla primavera alla Pasqua: lo slancio per divenire più “persona”.

Roma, 20 marzo 2018

Le giornate piovose si susseguono con una ben cadenzata soluzione di continuità in quasi tutta Italia.

Perturbazioni piovose a parte, oggi sembrerebbe essere giunta la primavera, almeno dal punto di vista astronomico: si dice infatti che, per un determinato numero di anni, non so bene quanti, l’inizio della primavera sia da computare al 20 di marzo.

L’arrivo della mite stagione richiama, ovviamente per noi cristiani, alla Pasqua, che si festeggia alla Domenica dopo, o coincidente, alla prima luna piena di primavera.

Quest’anno, come sicuramente molti di voi sapranno, ricorre al primo di Aprile.

Tra pochi giorni giungeremo alla Settimana Santa, con il suo Triduo e le sue densissime celebrazioni. La Domenica di Passione, Domenica delle Palme, apre il ricordo presente, anamnetico, degli eventi Pasquali.

Non assisteremo ad una ritualità vuota e storico-cronachistica: siamo di fronte ad un evento “vivo”, per i “vivi”.

Avremo dinanzi agli occhi la ragione più intima della nostra fede e, speriamo, comprenderemo un po’ di più il mistero che celebriamo.

I passi di Cristo interpellano, e interpelleranno sempre, i nostri passi, le nostre scelte, il nostro modo di vedere la vita. Cristo, nella sua via dolorosa, non soffre semplicemente per soffrire, ma palesa agli uomini il vero senso dell’essere uomini e donne.

Ci insegna a seguire la nostra umanità con amore a chi l’ha a noi donata, senza rallentamenti di marcia: siamo creature che sperimentano l’amore, misto al soffrire per esso… è inevitabile!

Lo ha mostrato per primo il Cristo: non ci sta relazione senza una qualsivoglia sofferenza.

Gli avvenimenti pasquali ci insegnano a non cercare l’utile da tutti e a tutti i costi; in fin dei conti, la Pasqua ci insegna a diventare più “persona”.

Persona? Sì, non mi sono sbagliato. Siamo forse individui, soli, alienati e robotizzati? Direi, e spererei, proprio di no! Persona indica la relazione. Pensare a quest’ultimo concetto, quindi, non può, a sua volta, che richiamare alla relazione più grande: quella che offre all’altro gratuitamente.

La Pasqua è esempio luminoso di offerta gratuita, basata sulla volontà di una genuina relazione.

Non “stressiamoci”, come avviene sempre per Natale, pensando ad orpelli inutili: in queste settimane facciamo un po’ più di silenzio, al fine di creare relazioni migliori.

Buona preparazione alla Pasqua, cari lettori.

Luca Sc.

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