Rubrica #ParolaAVoi: I racconti delle prime medie di Finale emilia. Un buon modo per passare la Quaresima!

no alla solitudine - Sui Passi di Paolo

​Modena, 19 febbraio 2018

Ehi, vuoi passare la quaresima con noi?! Dico proprio a te, che magari ti stai annoiando, ma vorresti guardarti dentro e dare una svolta al solito tran tran. 

A volte proprio i più piccoli, con la loro freschezza e apparente semplicità, possono scuoterti e farti pensare, e magari farti vedere che anche tu affronti la giornata con piccoli o grandi pregiudizi, che ti impediscono di stare con gli altri e di essere felice come vorresti. 

Allora lasciati andare, concediti cinque minuti di tempo e prova a leggere almeno una delle storie che ti proponiamo: non abbiamo grandi pretese, solo quella di tenerti compagnia.

Ma se magari questi racconti ti aiuteranno a guardare il mondo con occhi diversi, allora ci sentiremo felici di averti lanciato una mano di amicizia. 

Che aspetti? Ecco alcuni brevi racconti delle prime medie di Finale. 

Ciao e buona lettura!

Stefano G.
Plutone e la cometa Halley

C’era una volta Plutone, l’ultimo pianeta del sistema solare, lontano da tutti gli altri, nonché il più solo, senza amici ed emarginato da tutti. Giove, il pianeta più grande, lo prendeva sempre in giro e lo offendeva. 

Nella notte di san Lorenzo, Plutone, stanco delle beffe di Giove, si girò da tutt’altra parte e vide passare una cometa di nome Halley. Lei si fermò e si presentarono. 

Scoprirono di avere diverse cose in comune: ad entrambi piaceva molto la corsa, la musica, il nuoto, il basket, il calcio. Per questo passarono tanto tempo a condividere le loro passioni. Plutone, finalmente, trovò un’amica molto simpatica, attenta e generosa: non si sentì più solo. Da allora ogni anno la cometa Halley lo andava a trovare. 

Passarono gli anni, la cometa stava invecchiando, mentre Plutone non invecchiava mai: per questo la cometa passava di rado, era sempre più stanca e dolorante e Plutone era sempre più triste e preoccupato, pensò quasi al collasso.

Giove, il burlone, passò di lì per prenderlo in giro. Iniziò chiedendogli perché non ci fosse la sua amica cometa e riprese dicendogli che aveva annoiato anche lei e che adesso aveva capito perché tutti lo evitavano. Proprio mentre 

Plutone lo stava ascoltando in silenzio, comparve improvvisamente la cometa per difenderlo… aveva davvero una voce stanca: stava veramente invecchiando! 

Plutone, addolorato nel vedere la cometa, scoppiò a piangere e raccontò a Giove la sua preoccupazione: era terrorizzato dall’idea di non vederla mai più. Sentendo ciò, Giove si commosse e chiese al saggio Sole di riscaldare la coda ghiacciata della cometa. 

Il Sole fece come gli chiese Giove e la cometa divenne talmente giovane, che tornava ogni mese a salutare Plutone. 

Piena di energie e felicità, la cometa desiderava portare Plutone con sé in un lungo viaggio alla scoperta dell’universo. Desideroso di passare di nuovo del tempo insieme alla sua amica Halley, Plutone accettò e partì con lei. Insieme giocavano, ridevano e scherzavano.

Giove, invece, li guardava da lontano ed era molto triste, a causa del suo carattere burlone e beffardo. Plutone, sapendo perfettamente come si stava ad essere soli e senza amici, si intenerì e, d’accordo anche con la sua amica cometa, chiese a Giove di far parte della combriccola. 

Da quel momento Plutone ed Halley diventarono i migliori amici di Giove, che fino ad allora non avevafatto altro che prenderli in giro, senza neanche provare ad immaginare come si stava ad essere soli e senza amici. 

I A: Manuele, Federico, Mattia, Alessandro, Ilaria, Jenny
L’amicizia prima della ricchezza

C’era una volta, nell’antica Costantinopoli, un’orfanella povera di nome Lucia, che viveva in un vicolo. Un giorno la figlia dell’imperatore fu costretta a fare una visita ai poveri, per dimostrare la sua presenza nel regno. 

Ella si chiamava Elena, e quando vide Lucia disse: “Ma che squallida povera che c’è davanti a me!”. Lucia rispose: “Non solo io sono povera: mica siamo tutti come te, che per andare a prendere due verdure al mercato ci mettiamo indosso molti gioielli!”.

Elena la guardò di traverso e disse: “Guarda te i poveri, non sanno neanche quello che dicono e io che sono qui a perdere tempo con loro, mentre potrei andare a comprare vestiti nuovi”. Lucia si sentì il cuore a pezzi e disse: “Tu che sei senza rispetto, un giorno ti troverai senza rispetto”.

Elena indispettita se ne andò. Lucia intanto rassicurava i suoi simili, dicendo loro che gli insulti non valgono, valgono solo l’amicizia e la felicità degli amici. 

Un giorno Lucia decise di andare al castello di Elena per raccontare le offese ricevute dai poveri.

Appena ebbe finito di raccontare, entrò Elena e i suoi genitori le dissero: “Elena, questo non è un comportamento adeguato e per scusarti dovrai passare una giornata insieme a Lucia”. 

Elena andò a piangere nella sua camera e dopo un’ora venne Lucia a consolarla. Dopo un po’ Lucia ed Elena fecero amicizia e scoprirono di avere molte cose in comune. Passava il tempo e diventavano sempre più amiche, finché Elena convinse i genitori ad adottare Lucia. 

Da quel giorno i poveri non furono maltrattati e Lucia visse felice e contenta con Elena.

I A: Alessandra, Alice, Raffaele, Giulia, Filippo
Sole e Luna

Il Sole pensava che la Luna fosse inferiore, perché era più piccola, meno luminosa e quando c’era lei tutti andavano a dormire. La Luna, invece, pensava che il Sole fosse antipatico, perché si vantava. 

Per quattro lunghi anni i due si inseguirono senza mai incontrarsi e continuarono a pensare male l’uno dell’altra, finché un bel giorno furono costretti ad incontrarsi per colpa di un fenomeno naturale: l’eclissi solare.

– Sole: “Che succede, come mai è tutto buio? Chi si è messo davanti al mio cammino?”.

– Luna: “Bello, stai calmo! Hai visto che la tua luce può sparire in un secondo?!”.

Insieme guardarono il mondo… e dissero: “Che bello!”. Scoprirono così di essere diversi, ma di poter fare insieme cose bellissime. Mentre il Sole stava chiedendo alla Luna: “Vuoi essere mia amica?”, finì l’eclissi e i due tornarono a rincorrersi.

La Luna era curiosa di sapere qualcosa in più della frase che aveva iniziato il Sole, ma dovette aspettare l’eclissi successiva. Quel giorno la Luna chiese al Sole di ripetere la frase, e il Sole disse: “Vuoi essere mia amica?”. La Luna disse: “Cosa vuol dire amici?”. Il Sole rispose: “L’amicizia è un bene prezioso che non puoi comprare, ma puoi ricevere se anche tu lo doni”. 

Il Sole donò così alla Luna un po’ della sua luce e del suo calore, la Luna in cambio diede la sua amicizia. Il Sole e la Luna scoprirono di essere diversi da come si aspettavano e impararono che prima di giudicare bisogna conoscersi.

Da quel giorno il Sole e la Luna facevano il loro lavoro e quando c’era l’eclissi, insieme ammiravano il frutto delle loro fatiche. La terra era bellissima grazie a tutti e due, diversi ma indispensabili. 

L’amicizia diventò amore: fu così che il cielo si riempì di stelline. 

I B: Alessandro, Luigi, Federico, Laura, Maddalena, Debora
Una liberazione inaspettata

Un giorno un gruppo di amici, formato da Noemi, Sofia, Cecilia, Luca, Mattia, Jacopo e Fabio, si recò in gita con la classe al museo di storia naturale. 

Qui, una volta entrati, si persero e, non sapendo da che parte andare, aprirono una porta e si trovarono nello stanzino del custode. Davanti a loro si trovava un’altra porta, enorme e chiusa a chiave. I ragazzi, incuriositi, incominciarono a cercare il modo per aprirla e nella ricerca qualcuno pestò un oggetto: era proprio la chiave!

Il gruppo era infastidito dalla presenza di Fabio, perché era il cocco dei prof, e lo mandarono via, temendo che lui potesse raccontare della loro scoperta. Una volta allontanato Fabio, i ragazzi aprirono la grande porta con la chiave e… si trovarono in mezzo al deserto. Subito non capirono dove fossero, ma poi vennero rapiti da una banda di nomadi che li voleva derubare.

Fabio, arrabbiato, si era intanto avviato verso l’uscita, dopo aver chiesto indicazioni. Guardando l’orologio, però, aveva notato che i suoi amici erano assenti da troppo tempo, perciò decise di tornare indietro. Arrivato alla stanza del custode, vide il portone socchiuso, entrò e si ritrovò anche lui nel deserto. 

Camminò a lungo, poi vide l’oasi nella quale erano imprigionati i suoi “amici”. Di nascosto, con una spilla che portava sempre con sé, aprì la serratura della gabbia che li teneva imprigionati e insieme fuggirono verso la porta che li riconduceva al museo.

Gli amici furono salvi grazie a Fabio: nonostante il loro giudizio, lui era tornato indietro per aiutarli.

Da quel giorno tutto il gruppo fu inseparabile, ma soprattutto nessuno giudicò più gli altri dall’aspetto o da frasi riportate.

I B: Noemi, Fabio, Jacopo, Cecilia, Mattia, Sofia, Luca
La storia di Jessikah

Il 19/11/2015 nel liceo di Manhattan arriva una nuova ragazza: Jessikah Ruler. Viene smistata nella classe terza, nella quale non si sente a suo agio fin da subito. I professori la accolgono molto calorosamente, al contrario dei compagni che la prendono in giro già dall’inizio, perché fatica a socializzare. 

Si trova molto difficilmente un’amica: Kathrin Littlewood. Esse hanno gli stessi interessi e le medesime opinioni. Dato che non si sentono accettate e hanno già compiuto i sedici anni, abbandonano la vita scolastica e si dedicano ai viaggi in giro per il mondo. 

Un giorno giungono in Groenlandia nel lago “Magiclake”, chiamato così perché la leggenda narra che ogni cento anni nel lago si apra un portale per un regno sconosciuto, anche se nessuno ci crede.

Proprio quel giorno sono cento anni da quando il portale si è aperto l’ultima volta. Le ragazze, visto il clima stranamente caldo, si tuffano nel lago per fare un bagno e si ritrovano in un universo parallelo, dove conoscono un “essere mostruoso”, l’unico ad avere la chiave per una porta che le potrà ricondurre nel loro mondo.

Questo mostro si chiama Robbie. Egli non vuole aiutarle, perché Jessikah e Kathrin sono le uniche persone che possono diventare sue amiche e non vuole farle andare via. Infatti lui non è mai considerato da nessuno, perché tutti ritengono che sia antipatico, e così rimane sempre in un angolo da solo. Jessikah gli spiega che, se vuole attirare l’attenzione di tutti, deve “buttarsi nella mischia” e farsi un po’ notare. 

Le giovani donne lo aiutano a farsi nuovi amici e così Robbie dà una copia delle chiavi alle ragazze: in questo modo esse riusciranno a rivederlo quando vogliono. Dopo questa avventura, le ragazze salutano Robbie e tornano nella loro amata terra, non prima di promettergli di andarlo a trovare ogni mese. 

I B: Giacomo, Aurora, Christian, Mariachiara, Tea.

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