Rubrica #RiflessioniCristiane: La fine del Carnevale…Oltre la maschera.

​Modena, 13 febbraio 2018

Con il mercoledì delle ceneri finisce il carnevale ed inizia il tempo di quaresima. In effetti lo stesso termine “Carnevale” nei paesi cattolici è legato al tempo liturgico della penitenza, perché deriva da “carnem levare”, cioè togliere la carne. Il carnevale affonda però le sue radici nella mitologia dei popoli antichi greci e latini, quando in questo periodo dell’anno la natura è immersa nel caos dell’inverno e si prepara a rinnovarsi con la primavera. Anche alle società è consentito seguire il ritmo del cosmo con un momento ben definito, in cui l’ordine sociale viene momentaneamente sconvolto per rinnovarsi. Il servo diventa re, il re si lascia canzonare, i potenti possono essere criticati e l’identità fissata nel ruolo sociale diventa mobile, attraverso l’uso della maschera, con la quale è possibile per un periodo assumere le sembianze e il ruolo di chi si vuole.

È interessante come sia lo stesso ordine a consentire al suo interno un momento di caos per ripartire: questo ci fa capire come tutti i momenti, anche quelli più burrascosi delle nostre vite possono entrare dentro il disegno di un ordine più grande, anche se in quel momento noi non ne intuiamo la strada. 

Il carnevale è anche il tempo che ci fa riflettere sulla nostra identità, perché lascia sprigionare ai nostri sogni i desideri più nascosti, che comunque, anche se non si realizzeranno mai, raccontano sempre una parte di noi importantissima. Mi ricordo che uno dei miei sogni ricorrenti di bambino era quello di essere un supereroe e di far parte di una lega per sconfiggere i cattivi. Un anno fa inaspettatamente ho realizzato questo desiderio, quando mi sono trovato a fare giochi di magia davanti ai miei alunni, vestito da mago/cavaliere o più precisamente un mix di cose che avevo trovato in casa per far divertire i miei piccoli. E lì mi sono trovato davvero in mezzo a dei supereroi, perché quei bimbi credevano veramente per quel giorno di essere un cavaliere, una principessa, l’uomo ragno, iron man: il potere della fantasia di un bambino è una delle cose più belle che ci siano. 

La fine del carnevale e l’inizio della quaresima pone però i nostri desideri davanti al Desiderio di Dio, che vuole realizzare qualcosa di ancora più grande rispetto ai nostri progetti: infatti se noi possiamo essere creativi, Lui è creatore e quando parte con qualcosa, realizza capolavori. 

Ma Lui a questo punto ci fa una domanda: qual è la verità della tua persona? Il termine “persona” è legato alla maschera, infatti anticamente con “persone” si intendevano le maschere che a teatro indossavano i vari personaggi per rendersi più riconoscibili e per far risuonare meglio la voce, attraverso quella forma di altoparlante che è costituito dalla maschera stessa. Poi la parola venne usata dai teologi per parlare dell’identità dei Tre che costituiscono un solo Dio, e allora iniziò a significare un’identità intelligente, volente e amante caratterizzata dalla libertà. 

Insomma con l’inizio della quaresima Dio ci chiede qual è l’unica maschera reale che noi vogliamo indossare per sempre, o meglio ci chiede di toglierci tutte quelle maschere che non rappresentano il nostro più vero desiderio, ma solo i nostri idoli: ci chiede di essere nudi di fronte a Lui, che sulla croce ha accettato di farsi vedere nudo, per mostrare all’uomo che non ci si deve vergognare di stare davanti a Dio così come siamo, perché Lui non si è vergognato di mostrarsi così come è.   

Se il carnevale è il periodo dei ricchi abiti sfavillanti e multicolori, che ci permettono di tirar fuori dal pozzo della nostra fantasia i nostri più nascosti desideri, la quaresima ci porta nel deserto dove il sole della verità, la fame di amore, la sete di giustizia setacciano questi desideri e li mettono davanti alla Volontà di Dio per farci essere veramente felici. Solo il deserto quaresimale ci farà attraversare i sentieri del nostro cuore, e ci farà vedere cosa regge e cosa no di fronte alla vita. Magari scopriremo che quello che pensavamo il sogno di una vita era solo una voglia passeggera e che una voce apparentemente secondaria si farà avanti con sempre più insistenza per chiamarci per nome, con il nostro vero nome, quello che solo Dio conosce. Allora saremo rivoltati completamente, subiremo una rivoluzione o una con-versione: forse sarà la quaresima per noi il tempo del caos che ci porterà ad un nuovo ordine. 

Sulla croce un uomo è deriso e vestito come un re da burla: una finta corona, un manto da re per prenderlo in giro, un cartello che indica in un condannato a morte “il re dei Giudei”. Eppure il sorriso di Dio sconvolge l’irrisione dell’uomo, capovolgendo il suo punto di vista: veramente quell’uomo è Figlio di Dio. La Pasqua riconduce l’uomo alla sua verità, conducendo Dio all’uomo in un modo inaspettato, e l’uomo così imparerà la sua vera natura: un albero vivente con le radici che si alimentano in cielo. 

E tu chi sei veramente?

Stefano G. 

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