Rubrica #RiflessioniCristiane: Dalla disperazione dei Tg alla speranza dell’Avvento.

Roma, 5 Dicembre 2017

Sopravvivere al carnevale di emozioni che lascia ogni sera il TG è una vera impresa. Non ci sta nulla che porti speranza o, per meglio dire, non si vuole neppure pronunciare tale parola…e, quando la si pronuncia, pare quasi velata da un qualsivoglia alone di tristezza.
Ebbene sì, nessuno spera più, se non per giungere ad avere quella minima dose di agio propria della vita tranquilla.
Quando viene lesa questa, allora ci si dispera, quasi per inerzia. E i TG, purtroppo, si soffermano solo su questo genere di mancanza. Nulla di più. Come, purtroppo, nulla di meno.
Basterebbe, infatti, che si spendessero meno parole per descrivere il male, al fine di comprendere quanto egli dipenda da noi e, in fin dei conti, anche da chi lo pubblicizza.
Si tratta di pubblicità. Non ho sbagliato termine: pubblicità!
Rendere pubblico qualcosa, per il gusto di allarmare l’ascoltatore e sgretolare le sue sicurezze sull’avvenire, è quanto spesso avviene nella comunicazione.
Si instaura presto un circolo vizioso: prendo atto del male che pare sovrastarmi, ne ho tremenda paura, non trovo motivi di speranza, ho bisogno di consumare per dire a me stesso che la vita può continuare bene, nell’agio della tranquillità.
Eccoci dentro la ruota del criceto, a girar e rigirar con la sola soluzione di continuità del percorso di cui sopra.
Le notizie affascinano, dunque, nella misura in cui creano la spinta alla nostra autodeterminazione, al nostro proteggerci da un mondo “totalmente” cattivo… e vai col “lissio” del consumo: la felicità di una società malata.
Anni addietro qualcuno ha parlato del fenomeno dell’ “adultescenza”: tutti, soprattutto chi l’adolescenza l’ha oltrepassata da un pezzo, siamo in preda alle dinamiche proprie dei ragazzini. Dobbiamo avere, possedere, per sentirci forti e potere galvanizzare il male millantato come pervasivo, più forte di noi.
Non è così: quello che ci circonda ha del buono. Consiglio vivamente di uscire di casa, nonostante adesso faccia più freddo, e fare una passeggiata. Non camminate solo per le vie cittadine, ma createvi un percorso che sia il più possibile in armonia con la natura.
Vedete come tutto è semplice? Vedete quanto gli alberi, il prato e le foglie giallognole dell’autunno abbiano una loro meravigliosa bellezza? Non vedete come tutto, alla fine, profuma di bene?
Quando i brutti pensieri vi sovrastano e vi fanno stare come criceti in gabbia, uscite da tale impasse. Se avete fede, adesso parlo a sensibilità cristiane, parlate con Dio nella preghiera: vi accorgerete presto di quanto bene vi circondi.
In questo Avvento ritagliate un po’ di tempo per pregare, anche cinque minuti: arriverete presto a guardare il Tg, adottando persino una giusta dose di ironia.
State felici. Buon cammino.
A presto.
Luca Sc.

Un pensiero riguardo “Rubrica #RiflessioniCristiane: Dalla disperazione dei Tg alla speranza dell’Avvento.

  1. Volutamente evito i tg per non farmi deprimere. Cerco invece nelle lodi quotidiane il verso che mi dà conforto, speranza, gioia e puntualmente lo trovo. Buon avvento Luca e grazie sempre dei tuoi post.

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