Rubrica #VangeloDomenicale: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Aspettando il Signore…

Roma, 25 novembre 2017

Siamo giunti alla Domenica della Solennità di Cristo Re dell’Universo, che chiude l’anno liturgico. Dalla prossima comincerà l’Avvento e noi, con il Vangelo di oggi, abbiamo dinanzi il volto di Colui che conduce la nostra vita.
Sappiamo di dovere amare come il Pastore grande del gregge, di dovere donarci come Lui. Quando faremo del bene agli altri, avremo contezza di quello che significa essere come il Cristo.
Si tratta della fine dei tempi in questo Vangelo: dei tempi detti “escatologici”.
Verrà il Signore, ma egli, già adesso, non ci lascia. E’ con noi, oltre che nella presenza sacramentale, nel povero, nell’affamato, nell’assettato… Quando avremo aiutato ciascun bisognoso, sapremo di avere avuto il privilegio di amare il Cristo, come Cristo.
Una volta ho sentito di una storiella che suonava pressappoco così:
“Una vecchina, avendo ricevuto una parola dal Signore nel sonno, nutriva la certezza che il giorno seguente avesse dovuto accoglierLo in casa. Tutta la mattina preparava e rassettava la propria dimora, aspettandoLo con ansia.
Mentre cucinava, un anziano uomo, sporco, nonché poverissimo, bussò alla sua porta e le chiese: “Hai qualche moneta, perché possa andare in qualche ostello a lavarmi?”
“No, vai via!”, rispose la vecchina, “aspetto una persona molto importante e non ho tempo da perdere con te!”.
Arrivata l’ora del pranzo, sempre più impazientemente guardava dalla propria finestra. Nessuno sembrava giungere nelle vicinanze del suo uscio: solo un venditore ambulante, mal vestito e stanco…
“Che vuoi?”, gli gridava la vecchia dalla finestra.
“Voglio soltanto qualche spicciolo…compra qualche fazzoletto. Ho bisogno di mangiare.”, replicava il pover’uomo.
“Non ho nulla per te!”, diceva l’anziana donna, facendo ripetuto cenno di disprezzo.
Andato via quest’ultimo, la vecchina si era seduta su una seggiola ad aspettare.
Erano già le quattro del pomeriggio, ma il Signore non giungeva.
Al crepuscolo, ormai sfiduciata, aveva appena acceso il fuoco, per tenere al caldo le pietanze del mattino, quando un bambino, al ritorno dal lavoro nei campi e infreddolito, picchiando ripetutamente ai vetri della finestra, le gridava: “Betta, fammi entrare un po’! Oggi fa più freddo e non voglio arrivare a casa troppo raggelato…”.
“No, oggi no…Aspetto il Signore!”.
Il ragazzo, un po’ triste per l’insolito trattamento, andava via e la vecchina, un po’ rammaricata, non poteva che appisolarsi tristemente in attesa di Cristo.
Il sonno colse l’anziana e il Signore le parlò.
“Betta…”
“Parlami, o Signore…”
“Oggi sono giunto per ben tre volte e non mi hai accolto in casa tua… Domani tornerò e, sono certo, tu mi accoglierai”.
La vecchina, allora, si sveglia con impeto giovanile e, felicemente fiduciosa, ricomincia a preparare per i tre ospiti del giorno dopo.”.
Questo breve racconto ci aiuta a comprendere il Vangelo…
Sappiamo aspettare e riconoscere il Signore?
Ecco l’augurio per questo fine anno liturgico e per il vicino Avvento.
Buona Domenica e a presto.
Luca Sc.

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