Rubrica #VivereVangelo: …Che Dio ci aiuti

​Modena, 24 novembre 2017
È da un po’ di tempo che mi sono appassionato alla serie tv “Che Dio ci aiuti”: a pranzo o quando torno a casa la sera, trasmettono sempre qualche puntata di questa serie, che ho iniziato a guardare per scherzo, ma che mi ha preso sempre di più, perché è il giusto mix tra giallo, commedia e riflessioni. E inoltre almeno le prime due stagioni sono ambientate a Modena. 

La trama in breve: dopo un passato burrascoso, suor Angela (Elena Sofia Ricci),  per mandare avanti il convento a corto di finanziamenti, decide di aprirvi un bar e un convitto. Questa situazione la porta ad intrecciare la sua vita con le giovani ospiti e i loro amici, tra gialli da risolvere e storie di vita.

Andando a spulciare su internet in questi giorni le frasi più significative delle serie, che mi ha colpito anche per la bellezza di certe riflessioni religiose non scontate o banali, ho trovato questa: “Il nostro Signore è un po’ folle. Ma solo un folle può trasformare la più grande ingiustizia nel più grande atto d’amore”. Devo dire in effetti che mi sto accorgendo che Dio è decisamente il più grande dei romanzieri, solo che le sue parole diventano i fatti della vita di ogni giorno. Ebbene solo un grande narratore può trasformare le catastrofi in colpi di scena che rivelano un amore ed una speranza sconfinati. 

In fondo tutti ci appassioniamo ancora di più ad un film o ad un libro quando c’è un lieto fine inaspettato, che non rinnega il male, ma che sa far filtrare da quel dolore un bene inimmaginabile. Il nostro Dio è fatto così: si appassiona alle storie senza speranza e si diverte nel far balenare nelle ferite finali positivi, anche quando gli altri ci vedono solo tragedie. Gesù non voleva la croce, ma l’ha accettata e nel momento di massimo male, di massimo limite, di massimo fallimento, Lui ha dato il suo più grande atto di fiducia in Dio: un Dio che si abbassa fino a guardare, condannato a morte e maledetto come lui, l’assassino che ha alla sua destra e alla sua sinistra. Occhi negli occhi per dire che Dio è lì nella tua piaga e nel tuo tormento a piangere con te e a dirti che c’è sempre speranza, che, se ti abbandoni all’amore folle di un Dio folle, proprio in quel momento trovi aperte le porte del paradiso. 

Questo è forse il motivo per cui i romanzi di Dostoevskij rimangono classici senza tramonto: i suoi personaggi, che sono quasi “violentati” dal male, trovano, in questo stesso male, il segno che l’uomo non può essere tutto lì, che ogni limite richiama un oltre verso cui lanciare il desiderio. L’aspetto più sconvolgente del cristianesimo e che lo differenzia da ogni ideologia è che Dio lo si trova in basso e non in alto: Dio non è il vertice di una piramide che si scala col pensiero, attraverso lo sforzo umano, ma è l’amico che mette il suo viso accanto al tuo, quando tu sei nel fango e trascina il paradiso nell’inferno per permetterti di salire. 

Un Dio paradossale e folle che può essere esperito solo capovolgendo le prospettive e lasciandosi venire il mal di mare. Un Dio a testa in giù che ci fa camminare capovolti, per farci vedere le cose con lo sguardo di chi è rinato dallo Spirito: e in fondo quando nasciamo non abbiamo la testa capovolta e i piedi in cielo? Certo abbiamo sempre paura di cadere, ma alla nascita c’erano due mani che ci hanno accolto e non ci hanno lasciato andare: la prova è che siamo qua. Lasciamoci cadere nelle mani di Dio e quando il parto ci fa piangere, ricordiamoci la gioia di stare, una volta rinati, tra le braccia di un Padre che ci ama. Che Dio ci aiuti!

Stefano G.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...