Rubrica #VangeloDomenicale: 33° Domenica del Tempo Ordinario. Cosa sono veramente i talenti? 

Roma, 18 novembre 2017

Matteo 25,14-30

Siamo quasi alla fine dell’anno liturgico e, come si scriveva nello scorso commento, l’attenzione al tema del ritorno del Signore alla fine dei tempi è preminente.
Il Vangelo (Mt 25,14-30) ci parla di talenti da spendere per gli altri, da far fruttare.
Cosa sono i talenti? Domanda che presume un’interiorizzazione della chiamata di ciascuno alla sequela del Cristo.

Al di là della disamina sull’originario significato monetario del termine, “talento” è la grazia che il Signore offre: grazia alla quale si è chiamati a corrispondere. Avere dei talenti significa avere dei doni per l’aiuto degli altri, per potere rispondere al bene ricevuto nella vita in Cristo.

La grazia della salvezza, dataci da Dio nel Figlio Gesù, non può che prendere vita in noi nella chiamata alla donazione della stessa nostra vita. I carismi (i talenti si intendono anche come tali) sono grazia che si fa operosità in noi, nella nostra storia, nelle nostre attitudini. L’unica cosa che ci compete, nel cammino di discepolato, è di non avere paura nel vivere in questa dinamica del dono.

La risposta fruttuosa, come anche operosa, ci rende svegli come quelle vergini in attesa delle nozze; la risposta fruttuosa ci permette di divenire piano piano come Gesù. A volte la paura può farci indietreggiare nell’impegnare e far fruttare i doni di grazia, ma qui sta molta della forza della vita del cristiano: una vita fatta di riconoscenza della salvezza ricevuta, della grazia gratuitamente donata; una vita buona che profuma di lieto annunzio e che si fa annuncio.

La nostra risposta alla grazia e dunque mettere in circolo il dono di Dio, seminare nel cuore del mondo, senza accondiscendere alla tentazione del nascondere sotto terra.
Il servo malvagio e pigro della parabola è emblema della non comprensione della vita di grazia, della non custodia-donazione vigilante dei doni di Dio, in attesa del suo ritorno: tale servo ha un comportamento simile alle cinque vergini stolte del brano matteano della scorsa Domenica; egli non si cura di impiegare il dono ricevuto: accoglie il talento, ma ha paura di usarlo. Tutto ciò non è caratterizzante del cristiano: chi vuole seguire il Cristo, è chiamato a donarsi come Cristo, con la grazia che viene da Cristo, nella prospettiva del suo ritorno.
Che il Signore ci doni la sapienza, capace di renderci accoglienti e generosi; che fino alla fine siamo capaci di stare alla scuola del Maestro Divino Gesù Cristo e che possiamo sentirci dire: “Bene servo buono e fedele […]; prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25, 21.23).

Buon cammino, cari lettori, e buona Domenica.

A presto.

Luca Sc.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...