Rubrica #RiflessioniCristiane: Tutta l’Italia è nel pallone? 

Roma, 14 novembre 2017

Nel freddo, un po’ sopra la media, della serata del 13 novembre, dallo stadio Meazza arriva una brutta notizia per il calcio italiano.  A fine partita, fuori dalla possibilità di qualificarsi al prossimo mondiale in Russia, i calciatori della nazionale erompono in lacrime, pieni di sgomento e incredulità per quanto successo. 

Dopo questa introduzione da giornalismo vecchio stampo, andando oltre gli eventuali giudizi tecnici e di valore, mi limito a tirare delle riflessioni molto semplici, le quali vanno ben al di là del mero fatto calcistico. 

Siamo una nazione che si appresta, tra poco, a contare più anziani del Giappone; siamo una terra che non tutela le nuove generazioni e i talenti in esse presenti. Non voglio fare generalizzazioni malsane, ma, senza ingrandire troppo la faccenda, l’esclusione calcistica dal mondiale è spia di tutta una mentalità errata. 

Le nuove leve calcistiche sono state tutelate come le precedenti?  Questa è una domanda a cui non so rispondere. So solo quanto segue…

I giovani vanno coltivati, spesso ne ho parlato da questo blog e in questa rubrica, lasciandoli esprimere e trovare il loro meglio. 

Nessun nuovo impiegato o laureato ha l’esperienza di chi vanta anni di carriera, nondimeno, chi si appresta a dare il proprio contributo alla società non dovrebbe avere la legittima opportunità di esperire le dinamiche del proprio orizzonte lavorativo? 

Non casualmente, i luoghi in cui si formano i calciatori di domani si chiamano “vivai”…

Non abbiamo voglia di energie capaci di essere nuove: nessun pensionato di oggi, sessant’anni fa, sapeva eseguire il suo mestiere in modo ottimale… 

Noi, pochi giovani di questa attuale Italia, non “dobbiamo aver paura di giocare un calcio di rigore”, per citare De Gregori, sebbene poche volte ce ne sia data la possibilità. 

Come cristiani si è chiamati a credere nel bene che avanza, facendosi da parte per dar spazio a giovani formati, onesti e speranzosi nel futuro. Proviamoci. 

A presto.

Luca Sc. 

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