Rubrica #VangeloDomenicale: 30° Domenica del Tempo Ordinario. Uomini e donne capaci di amare.

Roma, 28 ottobre 2017

20171027_200815.jpg

La pagina evangelica di questa domenica (Mt 22,34-40) è molto conosciuta. Sappiamo, nondimeno, cosa significhi per la nostra vita di cristiani?

Gesù in risposta alla domanda del fariseo cita Dt 6,5, ovvero parte della professione di fede del pio israelita.
Il fariseo, se si legge bene il testo in questione, vuole mettere alla prova Gesù, quasi sperando di saggiarne l’eventuale non saggezza. Il Signore, però, non si lascia condurre nelle trame farisaiche fatte di legalismo, evidenziando, semplicemente e in modo inequivocabile, i tratti del più grande comandamento. Gesù non si limita a fornirne uno solo: Egli pone un compendio della Legge, sottolineando l’importanza dell’amore al prossimo.

I due comandamenti, dalla quale “dipendono tutta la Legge e i Profeti” (Mt 22,40), non sono interscambiabili. Pertanto, il dire che il secondo sia simile al primo non significa che, qualora si ami incondizionatamente il prossimo, si ami Dio: in ragione dell’amore di Dio si ama il prossimo.
Primo e secondo comandamento sono entrambi necessari: amare Dio comporta amare i fratelli, gli altri uomini e donne da Lui creati. La strettissima connessione trai due comandamenti è la peculiarità cristiana.

La Chiesa tutta è fortemente interpellata da queste parole del Signore, le quali, in modo implicito, esortano ad essere comunità che si fa vicina all’umanità sofferente. Chiesa chiamata ad annunciare la fede nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio amore, a chi è a lei vicino, seppur lontano.
I comandamenti sono “trampolini di lancio” per essere uomini e donne dalla maggiore maturità: uomini e donne che, facenti parte della Chiesa, vivono guardando al Modello dell’amore a Dio e al prossimo, il Cristo.
Il fariseo che mette alla prova Gesù non sa, forse, quanto da Lui sia amato.
Andiamo al fulcro della questione, appena abbozzato nella domanda iniziale: quanto ci sentiamo interpellati da queste brevissime parole? Il mondo aspetta da noi un segno, aspetta la forma plastica, la nostra vita, di questi comandamenti. A nulla vale conoscerli senza averne fatto esperienza.

Siamo tutti nella stessa barca, siamo tutti, ahinoi, manchevoli in qualcosa. Magari amiamo molto chi sta a noi vicino e ci chiede aiuto, ma non sappiamo affidarci a Dio; magari viviamo una intima relazione con il Signore, ma, talvolta, non riusciamo a farci prossimi a chi ha bisogno di un conforto, di una buona parola, di un’azione concreta che allevii alcune sue problematiche.
Questi due comandamenti sono la sintesi di tutta la Legge e i Profeti, perché sono il termometro della vita di fede, il termometro della propria crescita umana, ineludibile dalla crescita nell’amore a Dio.
La Chiesa, composta da tutti noi, uomini e donne in cammino, è chiamata a essere segno: tocca a tutti rimboccarci le maniche, convinti di avere, per citare San Paolo, doni di grazia in vasi di creta.

Che questo nostro vivere sappia respirare di questi comandamenti, sappia trarre sempre nuova linfa da essi, sappia riconoscere la loro inscindibile connessione.

Con questi propositi, chiudo il commento e vi auguro una buona, santa e felice Domenica.
A presto.
Luca Sc.

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...