Rubrica #VivereVangelo: Il Padre Misericordioso di Rembrandt

Modena, 27 ottobre 2017

A me Rembrandt non è mai piaciuto, c’è qualcosa nella sua pittura che mi lascia indifferente, un po’ come le sue pennellate a volte scure ed imprecise come impressioni nella nebbia. C’è però un quadro che è decisamente geniale per come presenta la figura del padre misericordioso del vangelo di Luca.

In questi giorni lo sto facendo vedere ai miei studenti di terza media e oggi mi  interrogo sulla figura del padre, una figura latitante nella vita di tanti adolescenti, dove l’educazione sembra lasciata in mano ad una società matriarcale. Il lavoro costringe molti papà a non partecipare alle assemblee di classe, a volte situazioni familiari difficili allontanano e separano le famiglie e i giovani cercano testimoni di paternità nei cantanti, negli attori, o in chi hanno intorno: spesso gli insegnanti devono supplire ad uno sconvolgimento epocale e non sanno cosa rispondere. Io almeno mi chiedo: che testimone posso essere per chi mi vede…? E faccio fatica a rispondere.

Il padre di Rembrandt è un uomo maturo, quasi anziano, e in una società che punta a nascondere il tempo che passa come un crimine, ci lascia ricordare la bellezza delle rughe, solchi scavati dalla vita con il lavoro, le relazioni e l’amore. Ha gli occhi spenti, quasi quelli di un cieco, tratto tipico dell’ultima fase del pittore, perché consumati nello scrutare all’orizzonte il ritorno di un figlio che ha deciso di lasciare libero perché sia se stesso, ma che non può non accompagnare con un amore disposto ad aspettare, soffrire, orientare a volte semplicemente con la preghiera. 

Il padre di Rembrandt è fuori dalla casa, perché non può rimanere dentro di sé colui che attende chi ama, anche se sa che l’amore per essere tale non può costringere, ma indicare, non può trattenere, ma accogliere, non può vivere di soli paletti, ma di perdono. Ha un mantello rosso che copre ogni cosa e avvolge anche il figlio ritornato, e ha un petto grande su cui far adagiare la testa stanca di chi ha sbagliato il bersaglio della felicità.

Ma soprattutto il padre di Rembrandt ha mani strane e diverse, una grande e una piccola. La grande in corrispondenza del piede del figlio che porta ancora una sandalo, ultimo segno di libertà, perché un uomo senza scarpe è destinato a non poter camminare sulla strada della vita. È una mano maschile che sa far crescere con l’esempio e la testimonianza, che sa infondere forza e incoraggiare, che sa tracciare la rotta nel campo della vita, ma sa cedere al figlio il timone dell’aratro per insegnare a prendere un giorno il suo posto. La mano piccola è femminile e sta in corrispondenza del piede scalzo, quello escoriato dalle ferite. Un padre autentico non rinnega il suo lato femminile ed intimistico, sa prendersi cura delle fragilità, sa affrontare i fallimenti come momento di crescita, sa dare carezze che fanno diventare uomini, non si vergogna di dire parole buone. 

Il padre di Rembrandt è un padre ingiusto, perché è il Padre di Gesù Cristo e catalizza il punto di vista dello spettatore in una sola parte del quadro, la sinistra e in un solo punto il suo cuore. La bilancia delle proporzioni lascia isolato il fratello maggiore, rigido nel suo moralismo che lo fa sentire servo come il fratello minore. Il padre di Rembrandt crede nella giustizia, ma sa che la giustizia di Dio giustifica, cioè rende giusti e ammira anche il bel comportamento dell’altro figlio, ma aspetta che gli chieda un capretto per far festa coi suoi amici e con suo fratello, perché è largo di maniche e vuole dare tutto ciò che ha. Desidera solo però che i suoi averi non oscurino la vera eredità, l’unica che può far balenare un sorriso profondo negli occhi dei suoi figli, la verità dell’amore. Per questo sposta la bilancia del quadro a sinistra, sperando che il rigido figlio perda l’equilibrio e cada anche lui tra le sue braccia.

Stefano G.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...