#VangeloDomenicale: 28° Domenica del Tempo Ordinario. La festa delle nozze senza fine: Mt 22,1-14 

Roma, 15 ottobre 2017

Mt 22, 1-14

Che cosa sono le nozze? Cosa significa festeggiare? Domande dalle risposte semplici? Evidentemente no. Il Vangelo è semplice solo se lo si interiorizza sempre più in profondità. 

Le nozze sono immagine biblica (vedi l’A.T., soprattutto i Profeti) dell’unione del Popolo Israelitico con il Dio dell’Alleanza.
Le nozze sono l’unione inscindibile, la vita vissuta nel donarsi reciprocamente, la perseveranza nel conoscersi ogni giorno, la vicinanza che si fa prossimità nell’affrontare, insieme, le avversità.  

Le nozze richiamano l’unione unica, l’unione totalmente dedita all’altro. Con il tema delle nozze, dunque, non si scherza…

Per le nuove nozze bisogna che si festeggi! 

Quando l’unione di due vite si fa futuro amoroso, fruttuoso per tutta la comunità, bisogna festeggiare. Cos’è allora la festa?

Quest’ultima,  indetta dal Re (figura antico-testamentaria di Dio), è la gioia di un dono da condividere. Non si può stare apatico, quando si vede qualcuno che dona la propria vita a qualcun altro. 

Festa significa consapevolezza piena di qualcosa: si festeggia solo quando si comprende il motivo profondo di un determinato gioire.

Ricapitoliamo: festa, nozze, gioia. Ecco le parole chiave del Vangelo di questa Domenica. Ne manca qualcuna? Sì, un’altra: crocicchi. Adesso spiego meglio…

I primi invitati declinano l’invito, talvolta in malissimo modo; i nuovi invitati vengono chiamati ai “crocicchi delle strade”.

Se leggiamo Nm 34, 4-6, notiamo che, nella versione greca, viene usata questa medesima parola. 

Crocicchi però, nel testo dell’A.T., è inteso come frontiera esterna del paese degli Israeliti. 

In Mt 22,9 “crocicchi” starebbero a significare gli incroci tra strade “extra-urbane”, fuori dai confini della città (fuori dal territorio del popolo di Dio). Ciò significa la chiamata universale al Battesimo (a fine brano vi è la menzione della veste bianca): la chiamata all’accoglienza dell’amore di Dio che salva dalla morte.
Per riflettere un po‘…

Cristo si è donato, Cristo ha dato senso alla nostra vita con la gioia (che fa festeggiare) della Resurrezione.

In Cristo vivremo la felicità del banchetto di nozze senza fine, quella del Regno di Dio, che qui già cominciamo a gustare.

Dio chiama a delle nozze gioiose, per mezzo di Cristo, lo Sposo della Chiesa. Se impariamo, pertanto, a gustare la gioia del dono di tali inestimabili nozze, possiamo festeggiare e invitare altri a questa festa. 

Tutta la vita sarà una festa! Anche quando saremo un po’ tristi… sapremo infatti cosa significhi “dono”. Un dono cominciato con l’Incarnazione…

Buona Domenica, cari lettori.

A presto.

Luca Sca.

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