Rubrica “Parola a voi”. I racconti di Caterina: l’amicizia vista da una bambina

​Parola a voi

La nuova rubrica del nostro blog vuole ospitare i racconti, i pensieri, le interviste, i disegni che provengono dalle diverse realtà del mondo che ci circonda, per imparare a vedere le cose con nuoviocchi e da diverse prospettive, lasciandoci stupire ed interrogare dalla vita.


Con gli occhi dei bambini

L’anno scorso, per rendere più comprensibile quello che spiegavo come insegnante di religione, ho scritto alcuni racconti per i miei studenti. Questi hanno iniziato a rispondere alle mie storie con altre storie scritte da loro, in uno scambio che è durato un anno intero. 

Una volta trasferito in un altro istituto, sono rimasto in contatto con le insegnanti di quella scuola primaria e ho pensato di proporre di affiancare ai loro bellissimi progetti di lettura anche un mio progetto di scrittura. Ho chiesto ai bimbi di continuare quello che facevano con me, provando a cimentarsi con le loro parole sui temi che li riguardano più da vicino, come l’amicizia, la natura, il rapporto con Dio, il futuro… 

Per coinvolgerli mi sono mascherato e, con il tacito accordo delle insegnanti, li ho aspettati in un’aula, recitando una breve scenetta. 

Vediamo qui di seguito come Caterina Vasile, una bimba del terzo anno della primaria di Medolla (Modena), ci presenta quella insolita mattina.

A scuola è arrivato un alieno

“Alla mattina la maestra ci ha detto che in aula circolare ci aspettava una sorpresa. 

Prima di ricreazione, siamo andati in aula circolare e quando siamo arrivati abbiamo visto un alieno con un mantello colorato, uno zaino e una maschera bianca. 

Poi ha sollevato la maschera e era il maestro Stefano! 

Ci ha detto che possiamo scrivere dei racconti che poi verranno pubblicati su un sito e poi

qualcuno riceverà un premio!

Ci ha dato delle caramelle, l’ho abbracciato e siamo ritornati in classe.”
La proposta è stata subito accolta con gioia da tutti e Caterina mi ha concesso, tramite la sua famiglia, due racconti sull’amicizia, che teneva nel cassetto dall’anno scorso.

Leggiamoli insieme…
LA PALMA E IL GABBIANO

C’era una volta un’isoletta. 

Su quest’isola di sabbia viveva una palma di nome Verde Verde. 

Si chiamava così perché le sue foglie erano di un verde smeraldo davvero meraviglioso. 

Così quando le navi con le principesse a bordo passavano, le fanciulle si incantavano. 

Alla palma però mancava una cosa. Le mancava solo un amico.

Infatti la sua isola era disabitata, solo lei ci viveva. Passava giorni e giorni a guardare il mare.

Si divertiva solo quando in inverno i granchi facevano uno spettacolo con le marionette di conchiglie, ogni sabato e domenica sera.

Un bel mattino passò di lì un gabbiano, con una palla di foglie tra le zampe, e vedendola triste chiese alla palma: “Ti senti sola?”.

Lei rispose: “Sì”. Lui di nuovo chiese: “Vuoi giocare con la mia palla?”.

La palma rispose: “D’accordo! Ma devi spiegarmi come si fa”.

Il gabbiano le spiegò che poteva usare le sue braccia di legno per afferrare la palla e lanciarla a lui.

Così si divertirono per tutto il mattino. Il gabbiano, prima di andare via, le promise: “Verrò a trovarti presto, perché abito sul tetto di un faro qui vicino”.

E finalmente la palma trovò un amico. 

05/06/2016
IL GUFO AIUTANTE

C’era una volta in una foresta un gufo che stava sveglio durante il mattino e il pomeriggio. Solo alla sera dormiva.

Un giorno si svegliò di buon mattino e andò all’albero degli scoiattoli. Li vide sistemare nocciole e ghiande nella tana; gli chiese: “Scusate, posso aiutarvi?”.

E loro risposero: “Sì!”.

Così il gufo li aiutò a procurarsi altre ghiande e nocciole e a metterle a posto nella loro casa. Prima che volasse via, gli scoiattoli dissero: “Grazie signor Gufo!” e il gufo rispose: “Di niente” e si diresse al lago.

Trovò lì l’alce Piero che disse: “I miei palchi si sono incastrati nei rovi!”.

Il gufo disse: “Ti aiuto io!” e tirò più forte che poté. Alla fine ci riuscì. 

L’alce disse: “Grazie mille!” e riprese: “Sai che sono ghiotto di more? Le stavo mangiando e ad un tratto non riuscivo più a muovere la testa. Grazie a te ora sono libero”. E il gufo: “È stato un piacere!”.

Quindi si diresse verso la casa del cinghiale Brown, che guardava preoccupato il suo giardino pieno di foglie secche e rametti. Il gufo salutò Brown e disse: “Ciao, qualcosa non va?”. 

E lui rispose:“Sì”. Stamattina mi sono svegliato per andare in giardino e ascoltare il canto degli uccelli che hanno fatto il nido su questi alberi, ma non appena sono uscito ho visto che il prato era invaso dalle foglie e dai rami”.

Il gufo chiese: “Ti aiuto a pulirlo?” e il cinghiale accettò. Pulirono insieme l’uscio di casa. A fine giornata Brown disse: “Ti ringrazio infinitamente, ora va meglio!”.

Il gufo rispose: “Prego!” e andò a dormire stanchissimo.

La mattina seguente gli animali che il gufo aveva aiutato andarono a casa sua per ringraziarlo portandogli dei doni diversi: gli scoiattoli gli portarono la noce più grande che avevano trovato, l’alce una ventina di more succose e dolci, il cinghiale un cestino con dentro dei funghi e esclamarono in coro: “Grazie per l’aiuto che ci hai offerto!” e il gufo rispose: “Grazie a voi, amici. Con il dono di Piero farò una bevanda, con la noce preparerò una torta gustosa, con i funghi di Brown farò un soffritto delizioso, così festeggeremo tutti insieme e condivideremo la nostra amicizia”.

Dopo la festa si salutarono e si promisero di rivedersi l’indomani per fare un bagno al lago tutti insieme. 

11/09/2016

In questi due racconti Caterina ci fa vedere con bravura e tenerezza cosa significa l’amicizia.

Nessun uomo è un’isola: tutti abbiamo bisogno dell’altro per crescere ed essere felici, ma l’amicizia nasce nel sapersi coinvolti nella vita degli altri, perché è solo quando aiutiamo gli altri a raggiungere il loro scopo che noi raggiungiamo anche il nostro scopo nella vita.

E tu hai un amico speciale? Glielo hai mai detto?

Stefano G.

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