Rubrica “Segni dei tempi”. Fake news alla prova dei fatti

Caltanissetta, 12 settembre 2017

Dai vaccini che causano l’autismo alle terapie antitumorali alternative, dagli immigrati che portano malattie alle teorie cospirazioniste sull’elezione del Papa, dalla Trilaterale agli Ufo: potrebbero essere meravigliose tematiche per qualche romanzo da leggere sotto l’ombrellone o, visto il tempo, su una poltrona al calduccio di casa mentre imperversa il temporale.

Invece no! Sono i titoloni che campeggiano ogni volta che si apre un social network: miriadi di parole, link, allusioni, rimandi, che intossicano il web e, spesso, le testate giornalistiche.

Fake news e post-verità, un binomio che caratterizza il mondo dell’informazione e diventa il miglior strumento per far crescere populismi e alzare muri.

Siamo partiti dall’Illuminismo che ha consacrato l’infallibilità dell’evidenza e della razionalità contro ogni forma di spiritualità, per giungere alla creazione di tante verità quante sono le credenze (anche superstiziose) dei fruitori dell’informazione.

La logica di mercato, entrando nel mondo mediatico, ha permesso di confezionare contenuti su misura per confermare le più ridicole teorie partorite dalla fantasia.

La diceria vince sulla Verità, perché?

La post-verità è comoda, malleabile, non impone una presa di posizione, vi è sempre un alone di cospirazione e occulto (“i governi non vogliono che si sappia…”, “le case farmaceutiche nascondono…”, “gli USA hanno documenti segreti che dimostrano…”).

Queste frasi iniziali sono come un potente anestetico alla ragione, perché colpiscono i sentimenti di chi si sente oppresso dalla crisi e cerca un posto nel mondo: possedere una conoscenza occulta è, dunque, un modo per credere di essere qualcuno.

Non serve prendere una posizione davanti a ciò, è la notizia che è confezionata sulle proprie aspettative: se non trovo lavoro, è perché lo rubano gli immigrati, se sono governato da incapaci è perché l’UE e la Trilaterale ha realizzato un golpe in Italia, se ho una malattia purtroppo incurabile, è perché le case farmaceutiche boicottano l’accesso alle medicine.

Entrare nella Verità richiede uno sforzo maggiore, significa scontrarsi con propri fallimenti o accettare un avvenimento doloroso con fortezza e determinazione.

La Verità non è accomodante, l’uomo deve adattarsi ad essa, non viceversa.

La Verità non è neutrale: opporsi ad essa vuol dire essere nel falso e, nell’era dell’individualismo, ciò è inaccettabile.

La Verità, però, salva: chi è nella Verità ha il potere di essere uomo, capace di discernere con responsabilità e libertà; chi crede al falso, invece, è schiavo dei propri istinti.

Se, poi, la folla corre dietro alla post-verità, rischiamo davvero quel governo di pochi, che le fake news tanto denunciano. 

Andrea Miccichè

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