Rubrica “Vivere il Vangelo”: silenzio e parola, piccoli doni del cristiano.

Roma, 26 agosto 2017

Ricercare il Signore Gesù nelle piccole cose è il compito del cristiano. 

Chissà perché, quando pensiamo ad una vita santa, ci imbarchiamo subito nel pensiero delle estasi mistiche o delle opere di carità super elevate…

Una persona che segue il Vangelo respira come tutte le altre, è soggetta ad arrabbiature varie, sa di non essere perfetta e, come tutti, sa di vivere il proprio limite di creatura.

La rubrica “Vivere il Vangelo”, di cui questo articolo fa parte, ci proietta proprio in questa quotidianità. Nessuna azione, neppur la più piccola, è indegna ad essere espressione della Buona Notizia di Gesù.

Pensiamoci sull’autobus, magari stressati e un po’ nevrotici, ma pazienti nei confronti di chi non fa che lamentarsi durante tutto il viaggio, ad alta voce… Una piccola pazienza per un piccolo segno del Vangelo nel mondo.

E poi abbiamo una grande modalità per essere cristiani delle piccole cose: il silenzio dell’ascolto e il dono della parola

Se ascoltiamo, nel silenzio rispettoso, riconosciamo le condizioni di chi ci sta di fronte e, anche se non condividiamo nulla di quest’ultimo, diamo, sicuramente, un segno della carità di chi segue il Cristo. 

È quotidiano, semplice e, nello stesso tempo, difficile offrire ascolto, sapere che alcune cose non potrai mai cambiarle con l’empatia, ma che con fede tutto ciò si potrà fare. 

Ovviamente non siamo chiamati ad essere un consultorio ambulante ed a essere ascoltatori pazienti ad oltranza verso tutti: siamo chiamati a crescere con chi ci parla, anche usando carità nel non ascoltarlo…ma questa è un’altra storia.

Altra quotidianità cristiana sta nell’offrire il dono della parola.

Una parola di conforto, di incoraggiamento, come anche di dissenso, è strumento prezioso per portare il Vangelo, per gettare un desiderio di santità nel mondo.

Le nostre parole hanno bisogno di essere centellinate con cura: non devono essere sprecate, perché sono un modo molto eloquente di trasmissione all’altro della Parola (e non delle parole).

Sapere di essere sale e luce per la terra si declina anche in questo modo quotidiano di vivere il Vangelo. 

Una vita non intessuta da miracoli o grandi segni per il mondo, nondimeno un’esistenza che testimonia necessari piccoli frammenti di opere quotidiane, luminose e saporite.

Nessuno può dirsi inutile in questo. Siamo tutti chiamati a far così…come persone che cercano il bene.

Grazie mille per la pazienza, cari lettori.

A presto.

Luca Sc.

  

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