Vita, persona e PIL…

Oggi tutti si mobilitano per la difesa della vita, ma non tutti si domandano come si è giunti alle condizioni contrarie alla stessa. 
I singoli Stati effettuano scelte “etiche (?)”, capaci (o, per meglio dire, non capaci) di salvare capre e cavoli. Ovvero di concedere il diritto alla vita e, nello stesso tempo, di dare la preminenza agli oneri economici, che la tutelerebbero.

La vita sembrerebbe, dunque, non un  bene per se stessa:  risulterebbe mero utile. Ingranaggio di un mondo letto solo attraverso i filtri del PIL e del reddito pro capite.

Ci rendiamo conto che il mondo degli uomini è retto da meccanismi non-umani? 

Nessuno è contento di come va il mondo: i volti, da zombie, sugli autobus li avete mai visti?

Io una domanda me la porrei…e, forse, anche due o tre risposte. 

Cosa manca alle nostre società (occidentali o occidentalizzate) oggi?  

Se questa è la domanda, due saranno le risposte:

  1. Manca il concetto di persona: abbiamo troppo individualizzato i nostri desideri. La preminenza verte solo sui benefici (alcuni direbbero benefit) individuali…e questi facilitano la vita, ma non la nutrono di esperienze vitali.
  2. Rimosso il concetto di persona, manca anche il valore fondamentale della relazione. E senza relazione non ci sta la gioia di condividere la vita

Io ho terminato. Sono stato un po’ come il “Grillo Parlante”, ma per oggi basta così.

A presto. Luca Sc.

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