Commento al Vangelo della V Domenica di Quaresima. Il desiderio di vita che Dio ha per noi. 2 Aprile 2017.


A cura di Antonio L.

Gesù ritorna di nuovo in Giudea per l’ultima volta prima della sua passione, la sua ora è giunta e l’occasione è la morte del suo amico Lazzaro fratello di Marta e di Maria. 

Questi tre fratelli facevano già parte della comunità che si andava costituendo dietro a Gesù. 

Finché dura il suo “giorno” il Cristo deve operare senza fermarsi. Gesù ai suoi, dopo aver avuto la notizia della infermità di Lazzaro, annuncia che si manifesterà la gloria di Dio. 

Gesù arriva dopo quattro giorni dalla morte al villaggio di Lazzaro: gli ebrei credevano alla morte definitiva dopo tre giorni, dunque non si poteva contestare il miracolo. La frase di Marta ci fa capire che la fede nel Cristo era ancora debole, la presenza fisica del Cristo infatti non libera dall’esperienza della morte quelli che gli appartengono, tuttavia Lazzaro è già nella vita (fa parte della comunità di Gesù) e la sua morte non cancella la sua vita da discepolo,che gli è stata comunicata. 

Gesù comunica a Marta una verità: “tuo fratello risorgerà” e Marta opera una aggiunta a quanto dice Gesù, dicendo di sapere che risorgerà nell’ultimo giorno. 

Ma il Cristo è la risurrezione e la vita. Dio creatore è l’unico a poter ridare la vita e a ricomporre la materia decomposta. Ma di fronte al pianto di Maria anche Gesù si commuove e si turba. Quando lo conducono al sepolcro di Lazzaro, Gesù scoppia in pianto. 

Poi Egli ordina di togliere la pietra, ciò che indica la definitiva condizione di morte, rende grazie al Padre e ordina a Lazzaro di venire fuori. 

Il morto rivive perché il Signore della vita, Gesù-Resurrezione lo ha chiamato. Il gesto di sciogliere Lazzaro dalle bende è il segno di una liberazione dalla paura della morte per coloro che appartengono alla comunità dei discepoli di Gesù. 

Crediamo, Signore, che tu sei la nostra Resurrezione e ti chiediamo di allontanare da noi la paura della morte che non ha più nessun potere: Tu l’hai vinta per sempre e noi gioiamo e sperimentiamo il frutto di questa vittoria.

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